I profili dei fascisti di CasaPound cancellati da Facebook e Istagram

Su Facebook e istagram bloccati gli account di molti estremisti di destra. Fiano (Pd): "Devono esserci ragioni gravi"

Gazzarra fascista davanti Montecitorio

Gazzarra fascista davanti Montecitorio

globalist 9 settembre 2019

Che è successo? Finalmente qualcuno si è reso conto che il fascismo e l’apologia di fascismo sono reato?
Casapound è letteralmente scomparsa dai social network da questa mattina. Risultano cancellati da Facebok e Instagram decine di siti e profili vicini all'organizzazione di estrema destra.
In mattinata i fascisti erano alla manifestazione contro la nascita del nuovo governo: "Sono in piazza anche io. Non è il momento di dividere, ma di unire. E costruire con ogni mezzo una rivolta popolare, culturale e democratica a questo osceno governo di usurpatori", - aveva scritto Simone Di Stefano. - Dobbiamo portare i nostri temi e le nostre idee, perché questa opposizione ha bisogno di un'anima e di una visione chiara dello Stato e della Nazione che vogliamo. Non solo immigrazione e tasse, ma anche la casa, il lavoro, i figli, i salari, lo Stato Sociale devono essere al centro di questa visione".
Poi i profili sono stati cancellati.


Il repulisti Facebook
Oltre alla pagina nazionale, Facebook ha eliminato (e non semplicemente bloccato) tutte le pagine territoriali di CasaPound e i profili di decine e decine di militanti e dirigenti, tra cui quelle di esponenti di primo piano della tartaruga frecciata, a cominciare da quelle del presidente Gianluca Iannone, dei due vice Marco Clemente e Andrea Antonini e dell'ex segretario Simone Di Stefano, della 'ducessa' di OStia Carlotta Chiaraluce. Cancellate anche le pagine di diversi consiglieri comunali e municipali, tra cui Andrea Bonazza, Maurizio Ghizzi e Luca Marsella. Cancellati anche gli account ufficiali di Blocco Studentesco e Solid.
Le domande di Emanuele Fiano
"Casapound azzerata sui social. Bloccati i profili su #Facebook e #Instagram. Che succede ? È un fatto molto pesante, non può essere un caso, all'origine del quale devono esserci ragioni gravi. Vogliamo capire" così ora in un tweet Emanuele Fiano, esponente del Pd.