Nuove provocazioni xenofobe di Feltri: i migranti accostati a "cani e porci"

Il giornalista di Libero usa la metafora del 'pollaio' nella sua campagna contro gli africani

La prima pagina di Libero

La prima pagina di Libero

globalist 15 settembre 2019
Parole grevi di un giornale greve i cui toni razzisti, sessisti e xenofobi sono finiti più volte all’attenzione dell’Ordine dei giornalisti e anche della magistratura.
Ora si è arrivati, anche se con l’escamotage della metafora, a paragonare i richiedenti asilo ai cani e ai porci. E a utilizzare espressioni come pollaio. Come dire: sono bestie, non uomini.
Così Feltri ha scritto: “Ormai il pollaio è aperto: gli immigrati hanno diritto di accesso al nostro Paese. Tutti dentro, senza distinzione di nazionalità. C’è posto per tutti, cani e porci. Questa è la politica intrapresa dal governo giallorosso, la quale ci rovinerà nel medio e lungo periodo. La situazione è destinata a peggiorare in pochi mesi. Tra poco dovremo fare i conti e capiremo il disastro che ci siamo tirati addosso”.
Prepariamoci a una nuova campagna mediatica di odio e xenofobia. Libero è solo la punta di un iceberg.