Ramazzotti: "alle ultime elezioni ho votato 5 Stelle. E lo rifarei"

Il cantautore romano parla di musica e politica: "mio padre era comunista, immaginava un mondo equo in cui a tutti toccasse un pezzo di pane. Era utopia e lo scoprì sulla sua pelle"

Eros Ramazzotti

Eros Ramazzotti

GdS 12 settembre 2018Giornale dello Spettacolo

"Alle ultime elezioni ho votato 5 Stelle e lo rifarei". Lo ha confessato Eros Ramazotti in un'intervista a Vanity Fair parlando di musica, amore e politica. Dagli inizi della carriera al successo inatteso, fino al nuovo disco Vita ce n'è, in uscita il 23 novembre.
Sul settimanale, che gli dedica la copertina del numero in edicola domani, il cantante romano è tornato a parlare del voto del 4 marzo scorso, del governo M5s-Lega e di Matteo Salvini. Partendo però dal ricordo del padre comunista che "immaginava un mondo equo in cui a tutti toccasse in sorte un pezzo di pane".
"Era utopia - ha detto Ramazzotti - e lo scoprì sulla sua pelle. La tessera del Pci la presi anche io, ma solo per sei mesi. Alle ultime elezioni ho votato 5 Stelle e lo rifarei. Ci vuole tempo per cambiare e migliorare l'Italia: parliamo di decenni, non di un anno o due". E ancora: "Non avrei firmato un appello contro Matteo Salvini. A volte è duro e pesante, ma almeno smaschera l'ipocrisia generale".
Quanto al nuovo album, che definisce rivoluzionario, ha raccontato di aver pensato in alcuni momenti di smetterla per sempre con la musica. "Per realizzarlo - ha spiegato Ramazzoti - ho speso un anno e mezzo della mia vita in studio. È un disco che considero un nuovo inizio. Ho passato qualche anno in cui non sapevo se continuare o fermarmi per sempre. Mi sono chiesto se continuare avesse un senso perché mi sono detto: 'Che lo compongo a fare un disco tanto per farlo?'. Ci sono tanti artisti che vivono di memoria, non volevo iscrivermi al club".