Alla Camera una legge per salvare i piccoli borghi

Il ddl prevede lo stanziamento di 100 milioni di euro per risollevare l’economia dei centri con meno di 5000 abitanti che rischiano di sparire

Craco, comune simbolo dei borghi che stanno per sparirie

Craco, comune simbolo dei borghi che stanno per sparirie

globalist 26 settembre 2016

Al via oggi, 26 settembre 2016, alla Camera la discussione sul disegno di legge che vuole salvare i piccoli Comuni d’Italia. Il punto principale della legge è un fondo da 100 milioni di euro, attivo dal 2017 al 2023, che dovrà finanziare gli investimenti per i piccoli borghi d’Italia con meno di 5mila abitanti, schiacciati dai vincoli del Patto di Stabilità. Il voto finale è previsto per la fine del mese, poi il provvedimento passerà al Senato.


La legge è ferma da diversi anni: la prima volta è stata esaminata nel 2013. Dopo quasi tre anni la prima lettura del provvedimento va verso la conclusione. Tra i benefici che sono previsti dal ddl  ci sono ad esempio semplificazioni in materia di banda larga, norme sugli alberghi diffusi e sul dissesto idrogeologico. I contributi stanziati dovranno essere utilizzati per la riqualificazione del patrimonio immobiliare in abbandono nei centri storici, la manutenzione del territorio con priorità alla tutela dell’ambiente, la messa in sicurezza di strade e scuole, la possibilità di acquisire case cantoniere e tratti di ferrovie dismesse da rendere disponibili per attività turistiche, la promozione delle produzioni agroalimentari a filiera corta.


"I piccoli centri concentrano il 90% delle nostre Dop e Igp agroalimentari – ha spiegato il deputato Pd Ermete Realacci, primo firmatario del provvedimento - amministrano più della metà del territorio nazionale, in essi vivono oltre dieci milioni di italiani. Non sono un'eredità del passato, ma una straordinaria occasione per difendere la nostra identità, le nostre qualità e proiettarle nel futuro. Inoltre la nuova economia ha bisogno di banda larga, che non a caso è al primo posto tra le misure previste dal ddl: se si è connessi con il resto del mondo si può dare vita a iniziative economiche di grande scala anche in luoghi minuscoli".


"Siamo quasi in dirittura d’arrivo – ha aggiunto il relatore oggi in Aula della legge Enrico Borghi (Pd) - e mi pare che sia un gesto di significativo rilievo politico il fatto che, a un mese esatto dal gravissimo terremoto di Amatrice, il Parlamento sarà chiamato a votare misure concrete nell’indirizzo di territori e comunità delle aree interne e montane. Mi auguro che il percorso parlamentare sia caratterizzato dall’impegno di tutti i gruppi di contenere gli emendamenti, al fine di giungere rapidamente e al meglio al voto sul provvedimento che dovrà poi essere inviato al Senato”.