Dj Fabo, Cappato: mi autodenuncio, spero mi processino

Marco Cappato dell'Associazione Luca Coscioni rischia 12 anni di carcere per istigazione al suicidio: "Ho solo aiutato Fabo nella sua decisione".

Marco Cappato

Marco Cappato

globalist 28 febbraio 2017

"Alle 14.45 vado dai Carabinieri ad autodenunciarmi per l''aiuto al suicidio' di Fabo". Lo ha annunciato sul suo profilo Facebook questa mattina, 28 febbraio 2017, Marco Cappato il tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni che ha accompagnato Fabiano Antoniani nel suo ultimo viaggio in Svizzera dove ha potuto, legalmente, essere assistito per l'eutanasia legale.


"In Italia è reato l'istigazione al suicidio - ha aggiunto Cappato - ma in questo caso non c'è stata alcuna istigazione". "Io - ha sottolineato Cappato - ho solo aiutato Fabo nella sua decisione: sabato mattina l'ho caricato in macchina con la sua carrozzella e portato in Svizzera". In conclusione, Cappato ha aggiunto: "Ora lo Stato ha due strade: o fare finta di nulla, nel senso che essendosi tutto svolto fuori dall'Italia fa finta di non sapere niente oppure incriminarmi e io spero che lo faccia".


Sempre Cappato, esponente dei radicali, ha raccontato ieri come è morto Dj Fabo: "Ha morso un pulsante per attivare l'immissione del farmaco letale: era molto in ansia perché temeva, non vedendo il pulsante essendo cieco, di non riuscirci. Poi però ha anche scherzato".


Fabo, 39 anni, era cieco e tetraplegico dal 2014 a causa di un incidente stradale. Secondo il racconto di Cappato, l’ex dj ha scherzato poco prima di dare avvio alla procedura: "E se non ci riesco? Vorrà dire che tornerò a casa portando un po' di yogurt, visto che qui in Svizzera è molto più buono", ha raccontato l’esponente dei radicali. Appena terminate le procedure preliminari però, ha aggiunto Cappato, "Dj Fabo ha voluto procedere subito, ha voluto farlo subito senza esitare".