Biotestamento: la politica diserta la discussione, banchi vuoti alla camera

Erano presenti oggi solo una ventina di deputati. Il lunedì deputati e senatori sono soliti non recarsi in Parlamento.

Eutanasia

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globalist 13 marzo 2017

A poche settimane dalla morte di Dj Fabo, la legge sul Biotestamento era finalmente calendarizzata per oggi alla Camera, pronta per essere discussa nel dibattito generale. L’amara sorpresa però. Tra i banchi di Montecitorio non c’era nessuno. Come si sa è lunedì. E il lunedì, nonostante le porte del Parlamento siano aperte, deputati e senatori stentano a presentarsi, rimandando il giorno d’inizio settimana lavorativa a martedì.


Banchi vuoti quindi in occasione di una leggi più importanti in tema di diritti civili. Che tanto clamore aveva suscitato a seguito della vicenda di Fabiano, il dj ricorso al fine vita in Svizzera, per porre fine alle sue sofferenze.


In apertura lavori oggi 13 marzo, si sono presentati circa 20 deputati. Tra loro Gianni Cuperlo (Pd), Matteo Mantero (M5s) e Fabrizio Cicchitto (Ncd). C’era anche Paola Binetti, salvo poi lasciare l’Aula nel primo pomeriggio per andare a presenziare a SkyTg24 alla trasmissione sul tema.


Un tentativo di giustificazione è arrivata dal dem Roberto Giachetti, presidente di turno: “Forse oggi, la semplice traduzione numerica delle presenze non rende merito al dibattito civile che si e svolto in Aula. Una volta tanto si poteva cogliere il valore della discussione, su una legge che il Paese aspetta, e che ha trovato una sintesi nella discussione generale”.


La legge. Sono passati otto anni dalla morte di Eluana Englaro e solo qualche settimana da quella di Dj Fabo: oggi, 13 marzo 2017, la proposta di legge sul testamento biologico è approdata finalmente alla Camara. “Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento” è il titolo del testo presentato dalla deputata Pd Donata Lenzi (prima firmataria) e che si propone di regolamentare la questione del fine vita.


È dal 2013 che si parla dell'argomento alle Camere. Diverse le proposte di legge depositate in Parlamento. Tra le altre una petizione popolare che è stata depositata in Parlamento il 13 settembre 2013.


I quattro punti principali riassunti da Repubblica.it:


Disposizioni anticipate di trattamento


Chiunque sia maggiorenne e capace di intendere e di volere può, attraverso le Dat, esprimere le proprie convinzioni e preferenze in materia di trattamenti sanitari, e può lasciare scritto preventivamente “il consenso o il rifiuto rispetto a scelte diagnostiche o terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari”. Tra queste scelte, la legge comprende anche nutrizione e idratazione artificiali. E’ prevista la nomina di un fiduciario che parli a nome del paziente e si relazioni con i medici. Il dottore è tenuto al rispetto delle Dat, e può modificarne le indicazioni “solo in accordo con il fiduciario”, nel caso nuove terapie non prevedibili al momento della Dat possano “assicurare possibilità di miglioramento delle condizioni di vita”.


Consenso informato


“Ogni persona ha il diritto di conoscere le proprie condizioni di salute e di essere informata in modo completo, aggiornato e a lei comprensibile” riguardo a diagnosi, prognosi, benefici e rischi delle terapie. Dopodiché il paziente ha il diritto di rifiutare, in tutto o in parte, qualsiasi accertamento diagnostico o trattamento sanitario, comprese nutrizione e idratazione artificiali, e può revocare in qualsiasi momento il consenso inizialmente concesso. Il medico non può far altro che rispettare le volontà espresse dal paziente, e quindi ovviamente anche interrompendo le cure “è esente da responsabilità civile o penale”.


Minori o incapaci


Per i minori si applicano gli stessi principi, ma a esprimere il consenso sono i genitori. Per gli incapaci si esprime il tutore che decide “sentendo l'interdetto ove possibile”. Se non è stata lasciata una Dat, e il rappresentante legale del paziente incapace si rifiuta le cure mentre il medico propende per proseguirle, la decisione finale “è rimessa al giudice tutelare”.


La registrazione del testamento biologico


 Il testamento biologico si può redigere per iscritto, ma anche attraverso videoregistrazione. Le Dat “devono essere redatte per atto pubblico o per scrittura privata”. Le Dat già depositate presso il comune di residenza o davanti un notaio avranno valore in base alla legge.