L'ex prete malato di Sla: rivendico il diritto di porre fine alla mia vita

Oggi riprende il dibattito alla Camera. Domani la proiezione in Senato del documentario 'La natura delle cose', protagonista L'ex sacerdote Angelo Santagostino.

Angelo Santagostino

Angelo Santagostino

globalist 21 marzo 2017

Dopo i vergognosi banchi vuoti della scorsa settimana, in occasione dell’inizio del dibattito alla Camera sulla legge in materia di Testamento Biologico, riprende oggi la discussione. E domani, in Senato ci sarà la proiezione di un film documentario su un sacerdote che vorrebbe avere il diritto di porre fine alla sua vita fatta di sofferenza.


“Escono le lacrime e mi scendono sulla faccia. Si muovono. Ecco, loro non sono malate di Sla.  Le emozioni non si ammaleranno mai. È bello ma mi fa paura. Se i miei occhi si bloccassero prima delle mie emozioni, prima che muoia. Come farò?"


È l'angoscia di Angelo Santagostino, 70 anni, ex sacerdote, filosofo, malato terminale di sindrome laterale amiotrofica che lo ha reso totalmente paralizzato. Da cristiano e credente chiede la libertà di scelta sulla sua fine. Una libertà che ancora in Italia non è sancita per legge.


La natura delle cose di Laura  Viezzoli, questo è il documentario presentato a Locarno, vincitore del Trieste film festival. Sessanta minuti di racconto, tra immagini di astronauti e filmini super otto,  sulla malattia e libertà di scelta del proprio destino, che verranno proiettati nel pomeriggio a palazzo Madama, su iniziativa del senatore Luigi Manconi, presidente della commissione sui diritti umani, con la partecipazione di Marco Cappato dell'associazione Coscioni e della figlia di Angelo, Sara. Per un dibattito sul tema: la fatica di vivere, la fatica di morire.


Nel film, l’immobilità del corpo di Angelo è solo un punto di partenza per esplorare le mille possibilità della mente, un viaggio tra luci e le ombre dell'animo umano per prendere coscienza dei propri limiti e ribadire il valore sacro dell'ascolto e del libero arbitrio. Discutendo di tempo e speranza, tra filosofia e bisogni, tra silenzio e sogni mentre "il ventilatore polmonare non si ferma e continua a pompare aria nei polmoni".