Davide, malato di sclerosi multipla: sto andando a morire in Svizzera

In viaggio con lui c'è Mina Welby dell'associazione Luca Coscioni. La decisione di ricorrere all'eutanasia nel 2016.

Sit-in pro Eutanasia legale

Sit-in pro Eutanasia legale

globalist 12 aprile 2017

Davide partirà prestissimo. Il suo corpo devastato dalla sclerosi multipla sarà caricato su un'auto e andrà a morire in Svizzera. Davide vuole farla finita prima che «la malattia stronza» che gli è entrata dentro continui a fare razzìa del suo corpo e gli succhi quel poco che ancora gli resta della sua vita. Con queste parole, pubblicate sul sito web di Eutanasia legale, si è annunciato che Davide, toscano di 53 anni, malato di sclerosi multipla sarebbe partito per la Svizzera per porre fine alla sua vita fatta di malattia e sofferenza.


Davide sta per arrivare nel paese, insieme a Mina Welby, co-presidente dell'associazione Luca Coscioni, per ottenere l'eutanasia in una clinica come hanno gia' fatto alcuni italiani e fra questi anche Dj Fabo.


Lo ha reso noto anche la pagina facebook di Eutanasia legale, sottolineando come grazie alla madre, all’appello lanciato attraverso Libero, che lo avevo tempo fa intervistato, ed alcuni risparmi è riuscito a raggiungere la somma utile per ottenere l’eutanasia.


A fine 2016 ha preso la decisione di ricorrere all'eutanasia, che definisce "una liberazione, un sogno, una vacanza". ''La madre lo capisce, una donna di 73 anni con molti problemi di salute, soffre ma lo capisce'' fa sapere sempre l'associazione che lo sostiene in questa sua scelta.


Nel 1993 Davide aveva 27 anni e faceva il barista, a un certo punto ha iniziato a non sentire più un lato del corpo, spiegano ancora dall'associazione. Erano i primi sintomi della sclerosi multipla. ''Col passare degli anni la malattia è diventata sempre più insopportabile e crudele. Da mesi non riesce più a far nulla, compreso mangiare e dormire. Passa le giornate a letto o in sedia a rotelle, con uno stimolo costante di andare in bagno. ''Assume farmaci molto forti contro il dolore, più di quindici al giorno, compreso il metadone che ha importanti effetti collaterali - anche se ormai non sono più efficaci. Solo la cannabis terapeutica, fornita dalla regione Toscana, gli dà sollievo''.