Dj Fabo, niente archiviazione per Marco Cappato: l'udienza a luglio

I pm di Milano ritenevano che la vicenda andasse archiviata perché il suicidio assistito non viola il diritto alla vita.

Marco Cappato

Marco Cappato

Desk1 11 maggio 2017

Il gip di Milano Luigi Gargiulo non ha accolto la richiesta della Procura che aveva chiesto l'archiviazione per l'esponente dei Radicali, Marco Cappato, che aveva accompagnato Dj Fabo, a compiere il suicidio assistito a Zurigo, lo scorso 27 febbraio. Cappato era accusato di "aiuto al suicidio".


Richiesta respinta, dunque. Il giudice ha fissato un'udienza per il 6 luglio per la discussione delle parti e poi prenderà una decisione.


I pm della Procura di Milano ritenevano che la vicenda che coinvolgeva il tesoriere dell’associazione Coscioni, andasse archiviata con la motivazione che "il suicidio assistito non viola il diritto alla vita".


La motivazione della richiesta: Il principio della dignità umana impone l'attribuzione a Fabiano Antoniani, e in conseguenza a tutti gli individui che si trovano nelle medesime condizioni, di un vero e proprio 'diritto al suicidio'". La tesi dei pm Tiziana Siciliano e Sara Arduini è che Cappato non ha commesso alcun reato ma ha aiutato una persona a esercitare il diritto individuale. Il diritto alla dignità e, quindi, all'autodeterminazione che, in questo caso prevale sul diritto alla vita.


"Il principio della dignità umana impone l'attribuzione a Fabiano Antoniani, e in conseguenza a tutti gli individui che si trovano nelle medesime condizioni, di un vero e proprio 'diritto al suicidio'". La tesi dei pm Tiziana Siciliano e Sara Arduini è che Cappato non ha commesso alcun reato ma ha aiutato una persona a esercitare il diritto individuale. Il diritto alla dignità e, quindi, all'autodeterminazione che, in questo caso prevale sul diritto alla vita.


La decisione del giudice Gargiulo viene accolta positivamente dall'avvocato di Cappato che commenta: "È un segnale positivo, perché significa che vuole approfondire". Nei giorni successivi alla richiesta di archiviazione contro l'esponente radicale (che è anche tesoriere dell'associazione Luca Coscioni) era stato esposto uno striscione proprio davanti al tribunale. "Suicidio assistito=omicidio" c'era scritto.