Evade Johnny lo Zingaro, ergastolano coinvolto nell'inchiesta su Pasolini

Giuseppe Mastini era in semilibertà e non si è presentato al lavoro

L'ergastolano Giuseppe Mastini, noto come Johnny lo Zingaro, è evaso dal carcere di Fossano

L'ergastolano Giuseppe Mastini, noto come Johnny lo Zingaro, è evaso dal carcere di Fossano

globalist 30 giugno 2017

Lui è stato - recentemente - tirato in ballo per la morte di Pasolini. Come colui che partecipò all'aggressione dell'Idroscalo. Ma è sempre restata una semplice ipotesi ancora non giudiziariamente provata, mentre - però - si continua a scavare per chiedere la verità sulla morte del grande intellettuale e regista.
Ora l'ergastolano Giuseppe Mastini, 57enne noto come Johnny lo Zingaro, questa mattina, da quando ha lasciato il carcere di Fossano, ha fatto perdere le proprie tracce. L'uomo, in semilibertà, non si è presentato al lavoro presso la scuola di polizia penitenziaria di Cairo Montenotte (Savona). Le forze dell'ordine hanno iniziato a cercarlo, benché il reato di evasione scatti formalmente solo in serata. Numerosi i reati a carico dell'uomo, finito anche nell'inchiesta per la morte di Pasolini. All'uomo sono dedicati anche un film e una canzone.
Mastini lavorava alla Scuola di polizia penitenziaria di Cairo Montenotte da sette mesi. Tutti i giorni arrivava in treno da Fossano e si occupava di piccoli lavori di manutenzione. Da chi lo ha conosciuto in questi mesi di lavoro a scuola è descritto come una persona tranquilla e cordiale e non riesce a spiegarsi cosa possa essere accaduto oggi. Se avesse voluto evadere avrebbe potuto farlo anche in precedenza. Questa mattina, quando alla Scuola non lo hanno visto arrivare, hanno avvertito immediatamente la direzione del carcere di Fossano.
Mastini finì in carcere ancora ragazzo per aver ucciso un tranviere. Dal penitenziario evase due volte: prima da quello di Casal del Marmo, poi da quello dell'isola di Pianosa. Nell' estate del 1983 fu arrestato di nuovo, dopo una sparatoria con la polizia. Quattro anni più tardi ottenne una licenza premio per buona condotta. Fu proprio durante questa licenza, nel febbraio 1987, che Mastini fu protagonista di sanguinose scorribande che si conclusero con la cattura anche della sua compagna, Zaira Pochetti, morta qualche anno dopo dopo una lunga malattia. In quella giornata, che impegnò le forze di polizia in una vera e propria caccia all'uomo, Mastini rubò diverse auto, rapinò benzinai, sequestrò una ragazza, Silvia Leonardi, sparò contro una pattuglia di agenti, uccidendo la guardia Michele Giraldi, ferì un brigadiere dei carabinieri, Bruno Nolfi. Si arrese nelle campagne di Mentana, ormai circondato da agenti e carabinieri.
Condannato all'ergastolo nel 1989, da alcuni anni era detenuto nel carcere di Fossano.