Johnny lo Zingaro, questo sconosciuto

A quanto pare della fuga del pluriomicida ergastolano non importa niente a nessuno. Come è possibile?

Giuseppe Mastini detto Johnny lo zingaro

Giuseppe Mastini detto Johnny lo zingaro

David Grieco 8 luglio 2017

È ormai trascorsa una settimana abbondante. Dove è finito Johnny lo Zingaro? Lo avevamo lasciato alla stazione di Genova Brignole, a mezzogiorno di venerdì 30 giugno. Poi, più nulla.
Dove è finito materialmente Johnny lo Zingaro?
A Roma, dove improvvisamente pare abbia una casa sequestrata ma non sigillata e anche un figlio che va e viene dal Brasile?
O invece in Francia, dove Johnny verrebbe però segnalato e catturato facilmente a causa degli stretti controlli antiterrorismo?
O piuttosto nella Legione Straniera, che conta nove reggimenti sul territorio francese e che ha sempre fornito un rifugio sicuro a tanti fascisti italiani ricercati durante la strategia della tensione?
Ma c'è un altro aspetto forse ancora più importante. Dove diamine è finito Johnny lo Zingaro nella galassia della comunicazione?
Una lettrice, Simonetta Tomasi, scrive: "Siete i soli che ne parlate". Ha ragione. Ci stavamo facendo caso anche noi.
Un altro lettore mi invia un suggerimento personale: "Non dovevi fare il film su Pasolini, lo dovevi fare su Johnny lo Zingaro". In teoria potrebbe pure avere ragione. In pratica, a quanto pare, si sbaglia di grosso.
A quanto pare, di Johnny lo Zingaro non importa niente a nessuno. Come è possibile? Johnny lo Zingaro è un uomo che si chiama come il titolo di un film, ha conosciuto un'infanzia che più travagliata non si può, ed è capace di una crudeltà che fa ombra a Scarface.
Perché questo è Johnny lo Zingaro. Un volto noto quanto quello di un divo del cinema. Un pericolo pubblico sempre in fuga, giunto alla terza evasione, inseguito da tanti misteri, ma soprattutto dal delitto di cui è proibito conoscere la verità. Il Delitto Pasolini.
La parola DELITTO, specie in estate, si vende come una granita. Il guaio è la parola PASOLINI. Al suono della parola Pasolini, quasi tutti si voltano dall'altra parte.
Possibile che ancora oggi Pasolini sia l'unico omosessuale della storia di cui tanta gente, non necessariamente fascista, non vuole sentir parlare?
Possibile che tanta gente sia ancora disposta a credere che Pasolini sia stato ammazzato dal fidanzatino Pino Pelosi anche dopo che sono stati trovati altri DNA addosso alla vittima?
Possibile che gli omofobi, che sono milioni di milioni e non sono necessariamente fascisti, non riescano a capire che la verità sul Delitto Pasolini racchiude tutta la verità su quanto è accaduto in Italia dall'8 settembre del 1943?
Vige una sorta di inquietante silenzio stampa su Johnny lo Zingaro. Eppure si tratta di un soggetto estremamente interessante per chi fa il nostro mestiere. Anche perché godeva del regime di semilibertà, regalo impensabile per un uomo con la sua storia, e usciva dal carcere tutti i santi giorni.
Perché mai avrebbe dovuto fuggire?
Questa domanda inquietante ed elementare non compare sui giornali e non si sente pronunciare in Tv. Articoli e servizi televisivi parlano di come è stato gentile con il tassista che lo ha accompagnato a Genova e che lo ha definito una "persona squisita", oppure del fatto che il suo avvocato, con sprezzo del ridicolo, ha annunciato di voler chiedere la grazia per Johnny al Presidente della Repubblica.
Ma che razza di paese è diventato il nostro?
Non scomodiamo il povero Pier Paolo Pasolini che purtroppo più di 40 anni fa aveva previsto tutto questo. Usiamo semplici dati. L'anno scorso, l'Italia si trovava al 77simo posto per la libertà di stampa. Ora è scesa al 52esimo posto, che non ci fa onore comunque. Ma possiamo sempre tornare indietro e forse superare i nostri vergognosi record.
Ufficialmente, gli unici che si stanno mobilitando per riacciuffare Johnny lo Zingaro sono le guardie penitenziarie, che si sentono direttamente colpiti da un'evasione così facile e così assurda. Hanno detto che Johnny lo Zingaro la sera tornava in carcere ubriaco, che il fatto è stato più volte segnalato, ma che nonostante ciò non è mai scattata la revoca della semilibertà.
Le guardie penitenziarie ora avrebbero organizzato una task force per riprendere Johnny lo Zingaro.
Le guardie penitenziarie? Loro passano la vita in carcere peggio dei detenuti, e quando escono presumo che il loro compito sia esclusivamente quello di tradurre i detenuti. Come fanno le guardie penitenziarie a mettersi a cercare Johnny lo Zingaro in giro per l'Italia? Se non se ne sente parlare e forse non se ne sentirà più parlare, c'è da scommettere che qualcuno troverà il coraggio di incolparli pure di questo, poveri Cristi.