Muore Pino Pelosi e porta nella tomba i misteri dell'omicidio Pasolini

Era stato condannato come autore dell'omicidio, ma tutti sanno che le cose andarono diversamente

Pino Pelosi è morto: porta con sé tutti i misteri sulla morte di Pasolini

Pino Pelosi è morto: porta con sé tutti i misteri sulla morte di Pasolini

Desk 20 luglio 2017

Era stato condannato in via definitiva per l'omicidio di Pier Paolo Pasolini, ma la ricostruzione ufficiale dei fatti lasciava troppe zone d'ombra, che adesso non sarà più possibile fugare. È morto a Roma Pino Pelosi, noto come Pino 'la rana', che - secondo le risultanze processuali - il 1 novembre del 1975 uccise l'intellettuale bolognese. Ricoverato al policlinico Gemelli, Pelosi è entrato in coma questa notte e si è spento in ospedale.


Ex 'ragazzo di vita', nel 1976 Pelosi era stato condannato a nove anni di carcere per l'omicidio Pasolini. Di anni ne scontò soltanto sette: il 26 novembre 1982 ottenne la semilibertà e il 18 luglio 1983 la libertà condizionata.


Il colpo di scena 30 anni dopo, nel 2005, quando Pelosi cambiò clamorosamente versione dei fatti. «Non fui io ad uccidere Pasolini», disse, rilanciando una pista investigativa mai battuta fino in fondo ma ipotizzata più volte: la possibilità che Pasolini sia stato massacrato da un gruppo di picchiatori, che volevano dargli una lezione.


Pelosi aveva 17 anni quando i carabinieri lo fermano alla guida di un'Alfa 2000 Gt rubata, che poi risulterà di proprietà di Pasolini. Portato in caserma e, interrogato dai carabinieri, ammise il furto e fece cenno a un anello di sua proprietà, che gli investigatori trovarono vicino al corpo di Pasolini. Pelosi venne arrestato il 2 novembre, accusato di furto d'auto, ma in carcere si vantò subito, con un compagno di cella, di essere stato lui ad uccidere Pasolini.


Con il ritrovamento del cadavere e di fronte all'evidenza dei fatti, Pelosi il giorno stesso confessò l'omicidio: dichiarò di aver incontrato Pasolini la notte del 1° novembre presso la stazione Termini. Di essere salito in auto con lui e, dopo una cena in una trattoria vicino alla Basilica di San Paolo, passata la mezzanotte, di aver raggiunto il luogo dove poi sarebbe stato trovato il corpo dello scrittore.


Lì Pelosi, come riferisce agli inquirenti, avrebbe sulle prime accettato e poi rifiutato di avere un rapporto sessuale con Ppp. Sceso dall'auto, aveva raccontato durante l'interrogatorio di essere stato inseguito da Pasolini, che, vistosi respinto, avrebbe reagito violentemente colpendolo con un bastone. Solo a questo punto, secondo il racconto di Pelosi, sarebbe scattata la sua reazione violenta.


Il percorso processuale che portò alla condanna di 'Pino la rana' fu relativamente veloce. La sentenza di primo grado è datata 26 aprile 1976, quella d'appello è del 4 dicembre 1976. La Corte di Cassazione si sarebbe espressa in modo definitivo il 26 aprile 1979, confermando per Pelosi la condanna a nove anni.