Johnny lo Zingaro dal carcere chiede scusa: temevo di perdere l'amore della mia vita

Giuseppe Mastini ha incontrato il suo avvocato: ho tradito la fiducia di tante persone. Sarà chiesta comunque la grazie

Giuseppe Mastini, alias Johnny lo Zingaro dopo l'arresto

Giuseppe Mastini, alias Johnny lo Zingaro dopo l'arresto

globalist 11 agosto 2017

Questa è la verità che è emersa, almeno fino a prova contraria: dietro la fuga c'era una storia d'amore. L'ergastolano Johnny Lo Zingaro, al secolo Giuseppe Mastini, uno dei protagonisti della mala romana degli anni Settanta, scappato a fine giugno dal carcere di Fossano e riacciuffato dalle forze dell'ordine un mese dopo, voleva solo passare un po' di tempo con la sua compagna. E adesso chiede scusa: "Ho tradito la fiducia di tante persone. Mi dispiace". E' lui stesso, ora detenuto a Sassari, a raccontarlo attraverso il suo avvocato, Enrico Ugolini. "Era stata una fuitina non pianificata e decisa all'improvviso". "Ci eravamo sposati a Roma quando avevamo tredici anni - racconta - con una cerimonia sinti. Poi la vita ci ha fatto prendere strade diverse. Ci siamo risentiti dopo quarant'anni ed è stato come se non ci fossimo mai lasciati".
La donna, agli arresti domiciliari, attendeva una condanna definitiva di due anni. E Mastini non riusciva ad accettare l'idea di dividersi da lei una seconda volta. "Ci saremmo persi di nuovo",  ha detto al suo legale. "E cosi' siamo fuggiti insieme". Johnny lo Zingaro si scusa. "Mi dispiace di aver tradito la fiducia di chi mi è stato vicino e mi ha supportato. Non volevo fare nulla di male: solo trascorrere del tempo con la persona che amo". E così si è rivolto a ha chi ha creduto in lui: alla sua psicologa, al magistrato di sorveglianza, al personale di polizia giudiziaria. "Non volevo mandare all'aria a tutto".
Il 30 giugno, come tutti gli altri giorni, Johnny era uscito dal carcere di Fossano per recarsi al lavoro alla scuola di polizia penitenziaria di Cairo Montenotte, al confine tra le province di Cuneo e Savona. Da lì aveva fatto perdere le sue tracce. Quando lo hanno arrestato era in un appartamento di Taverne d'Arbia, in provincia di Siena, dove si era nascosto con la sua compagna. "La dinamica della fuga del mio assistito dimostra che lui non è pericoloso. Ha fatto un percorso di recupero e vuole realmente cambiare vita", commenta Ugolini, che chiederà la grazia.
Mastini venne arrestato la prima volta il 24 marzo 1987, a soli 15 anni, per aver ucciso con un suo coetaneo il tranviere Vittorio Bigi, dopo una rapina finita male. "I due giovani all' epoca avevano confessato per poi ritrattare. E una perizia li aveva definiti incapaci di intendere e di volere", ha spiegato l' avvocato. "Lui continua a dirsi innocente". Di tutti i reati di cui è accusato - omicidi, sequestri di persona, furti e rapine - Mastini ha ammesso soltanto l'omicidio della guardia Michele Giraldi, durante una sparatoria a Roma nel 1987. Johnny lo Zingaro era stato anche coinvolto, e poi scagionato, nell'inchiesta sulla morte di Pier Paolo Pasolini. Anche se adesso, sulla base di nuovi elementi, c'è una richiesta di riapertura delle indagini da parte dell'avvocato Maccio che rappresenta la famiglia dell'intellettuale assassinato.