Rifugiati messi in mezzo alla strada a Roma: l'appello della Comunità di Sant'Egidio

Sgomberati dal palazzo ex Federconsorzi etiopi e eritrei che erano stati regolarizzati e in alcuni casi lavoravano

Il palazzo ex Federconsorzi di piazza Indipendenza a Roma

Il palazzo ex Federconsorzi di piazza Indipendenza a Roma

globalist 20 agosto 2017

Rifugiati sgomberati. Ma lasciati in mezzo alla strada. Del resto adesso è una moda. Salvo un piccolo particolare: non potendo ucciderli o seppellirli vivi, da qualche parte dovranno pure andare. Ma su questo nessuna risposta. Qualcuno protesta: "La Comunità di Sant'Egidio esprime la sua preoccupazione per la sorte dei rifugiati sgomberati dal palazzo ex Federconsorzi di piazza Indipendenza, a Roma. Si tratta infatti di centinaia di rifugiati, tra cui molte famiglie con bambini e anziani, che si trovano all'improvviso senza un tetto. Occorre che le autorità nazionali e cittadine trovino al più presto una risposta alla situazione che si è venuta a creare, anche con soluzioni diversificate". Lo si legge in una nota.
"È urgente, in particolare, per due motivi. Prima di tutto - si trova ancora scritto - perché lasciare per strada centinaia di immigrati non fa altro che aumentare nella Capitale il numero di quanti (e non sono pochi) non hanno un riparo notturno o vivono in alloggi di fortuna. In secondo luogo perché, pur nel rispetto della legalità, non è consigliabile interrompere percorsi di integrazione che erano già in corso".
La comunità ha ricordato che "le persone sgomberate, in gran parte etiopi ed eritrei, non sono 'irregolari'. Hanno già ottenuto, quasi tutti, il riconoscimento di rifugiati e non pochi già lavorano". "Si trovino quindi soluzioni appropriate - conclude la Comunità di Sant'Egidio - nel rispetto delle persone e per il bene della Capitale che non ha bisogno certamente di situazioni conflittuali ma inclusive, per tutti i cittadini, sia italiani che stranieri".