L'allarme del segretario Onu: minaccia nucleare mai così alta

Antonio Guteress auspica davanti all'Assemblea Generale una soluzione politica condivisa: 'Dai tempi della Guerra Fredda mai tanto allarme. La paura non è astratta. la soluzione deve essere politica'.

Test nucleari: un pericolo per l'intera umanità

Test nucleari: un pericolo per l'intera umanità

globalist 19 settembre 2017

Non ci gira attorno Antonio Guterres, il segretario generale dell'Onu. Lo dice a voce alta aprendo i lavori della sua prima Assemblea Generale: la minaccia nucleare non è mai stata così alta dal periodo della Guerra Fredda. «La paura non è astratta - ha aggiunto - milioni di persone vivono sotto un'ombra di terrore causata dai test nucleari della Nord Corea». Guterres invita quindi il Consiglio di Sicurezza all'unità: «La soluzione deve essere politica, non bisogna procedere come sonnambuli verso la guerra».Guterres ha anche detto che L'accordo di Parigi sul clima va attuato subito da tutti i governi .«Non dobbiamo collegare ogni singolo evento meteorologico al cambiamento climatico - ha detto - ma gli scienziati sono chiari: condizioni estreme saranno la nuova norma». Per Guterres, quindi, «è il momento di uscire dal percorso delle emissioni suicide: oggi sappiamo abbastanza per agire».


Il segretario ha affrontato anche il tema delle migrazioni: «La mobilità umana non è una minaccia, io la vedo come una sfida che, se correttamente gestita, può contribuire a unire il mondo. È quando i migranti si muovono in modo non regolamentato che i rischi diventano chiari, per gli stati ma soprattutto per loro». Guterres ha poi ringraziato «i paesi che hanno dato ospitalità a milioni di persone».. E infine un appello alla Birmania: «Siamo tutti scioccati dalla drammatica escalation delle tensioni settarie in Birmania, un circolo vizioso di persecuzioni, discriminazione, radicalizzazione e repressione violenta che ha costretto oltre 400 mila persone disperate a lasciare il paese mettendo a rischio la stabilità regional. Le autorità birmane devono porre fine alle operazioni militari, permettere l'accesso umanitario e affrontare le afflizioni dei Rohingya», ha concluso