La 'bella vita' di Riina jr: in libertà vigilata faceva affari coi pusher

Il figlio del Boss, a Padova, ha disatteso ogni regola; avrebbe dovuto rimanere a casa dalle 22 alle 6 e svolgere attività di volontariato. Misura revocata. Trasferito nella colonia di lavoro a Vasto

Riina Junior con la madre Ninetta Bagarella

Riina Junior con la madre Ninetta Bagarella

globalist 28 novembre 2017

Quasi 300 telefonate con i pusher, frequentissimi contatti con il mondo della droga, totale disprezzo per le regole, le leggi e il regime di libertà vigilata cui era sottoposto. Così, talis pater, il terzogenitore del boss dei boss, Giuseppe Salvatore Riina lascia Padova per una colonia di lavoro che è stata individuata a Vasto, in Abruzzo, e dover Il Tribunale di Sorveglianza gli ha revocato stamane la libertà vigilata impostagli dopo aver scontato otto anni e dieci mesi per associazione mafiosa. Qui rimarrà per un anno.


Gli investigatori avrebbero documentato decine di cessioni di cocaina di spacciatori tunisini al figlio dell'ex Capo di Cosa Nostra, alcune avvenute anche in piena notte, nonché frequenti contatti con spacciatori e pregiudicati. Alla fine la relazione della Polizia non ha lasciato dubbi al Tribunale sulla "pericolosità sociale" del figlio di Totò 'U' curtu'. Il giudice Linda Arata ha accolto in parte le richieste della Procura di Padova, che aveva sollecitato per Salvuccio una misura di tre anni in casa di lavoro. Riina junior era a Padova dal 2012, sottoposto ad un regime di sicurezza che lo obbligava a vivere in città restando in casa dalle 22 alle 6 del mattino, e a svolgere attività di volontariato.