Impastato, cento passi eterni. Una lezione di coraggio che ha battuto la morte

Oggi avrebbe compiuto 70 anni: un giornalista, un intellettuale ribelle che voleva una Sicilia libera, un poeta che per battere le mafie usò ogni strumento, anche i versi

In memoria di Peppino Impastato

In memoria di Peppino Impastato

globalist 5 gennaio 2018

Oggi avrebbe compiuto 70 anni. Giuseppe Impastato detto Peppino era nato a Cinisi (palermo) il 5 gennaio del 1948. La politica, l'impegno, la lotta contro le mafie gli segnarano la vita, anche e soprattutto in contrasto con il padre Luigi, lo zio e altri parenti collusi con i clan. Lo stesso  cognato del padre era il capomafia Cesare Manzella, ucciso nel 1963 in un agguato nella sua Alfa Romeo Giulietta imbottita di tritolo. Peppino Impastato ebbe a dire. "Arrivai alla politica nel lontano novembre del ’65, su basi puramente emozionali: a partire cioè da una mia esigenza di reagire ad una condizione familiare ormai divenuta insostenibile. Mio padre, capo del piccolo clan e membro di un clan più vasto, con connotati ideologici tipici di una civiltà tardo-contadina e preindustriale, aveva concentrato tutti i suoi sforzi, sin dalla mia nascita, nel tentativo di impormi le sue scelte e il suo codice comportamentale. E’ riuscito soltanto a tagliarmi ogni canale di comunicazione affettiva e compromettere definitivamente ogni possibilità di espansione lineare della mia soggettività.”
Passò dal gruppo del Manifesto a Lotta Continua, amico di Mauro Rostagno e di ogni ribelle che avrebbe voluto una Sicilia libera. Fu sua l'idea di Radio Aut, fondata nel 1977, una spina nel fianco dei poteri forti, collusi, nella sua isola. Un intellettuale, un uomo scomodo. Nel 1978 si candidò alle elezioni comunali di Cinisi, ma fu ucciso prima delle elezioni. Era il 9 maggio: venne assassinato con una carica di tritolo posizionata sui binari della linea ferroviaria Palermo-Trapani. A Peppino Impastato sono state dedicate canzoni e un film, I Cento Passi di Marco Tullio Giordana. Questa era la distanza tra la casa di Peppino e quella del boss Gaetano Badalamenti. Che fu indicato come il mandante dell’omicidio, insieme con il suo braccio destro Vito Palazzolo. Il 5 marzo 2001 la corte d’assise di Palermo li condannò all’ergastolo. Entrambi sono morti in carcere.
E proprio oggi nasce a Palermo 100 PASSI MediaNetwork, un'idea di Rete 100 passi che fin dalla sua costituzione pensava che uno dei passi da fare per proseguire ai giorni nostri il percorso interrotto da Peppino Impastato dovesse essere la costituzione di una rete informativa che coinvolgendo media sparsi in tutta Italia potesse dare voce a persone e tematiche che poco spazio hanno negli organi d’informazione tradizionale. “Oggi – dicono i promotori -dopo la nascita di Radio 100 passi, 100 passi tv e 100 passi journal, sempre il 5 gennaio, crediamo sia arrivato il momento di fare il nuovo passo”. A 100 passi medianetwork, possono aderire: radio, tv, giornali, blog, singoli giornalisti che inviando notizie vogliano partecipare alla rete informativa e alla diffusione della cultura della legalità.
Noi di Globalist, pronti ad aderire a questa iniziativa, oggi vogliamo ricordare Peppino Impastato, giornalista,  on una delle sue bellissime poesie. Le stesse con cui, tra denunce e prese di posizione forti, mai mediate,  ha combattuto i clan. Fino a morire. 
I miei occhi giacciono
in fondo al mare
nel cuore delle alghe
e dei coralli.
Seduto se ne stava
e silenzioso
stretto a tenaglia
tra il cielo e la terra
e gli occhi
fissi nell'abisso.