Difesa senza vergogna: Minetti favorì solo la libertà come Cappato con Dj Fabo

L'incredibile arringa al processo Ruby, Berlusconi e Olgettine. "Come è stato aiutato Fabo a esercitare il diritto a essere libero di morire, così Nicole ha agevolato il diritto sessuale delle ragazze"

Berlusconi e Ruby

Berlusconi e Ruby

globalist 7 maggio 2018

Una arringa che definire spericolata è poco. Leggete. Nel chiedere l'assoluzione 'perché il fatto non sussiste', uno dei legali di Nicole Minetti, l'avvocato Pasquale Pantano, ha espresso un "parallelismo" tra il leader radicale Marco Cappato e la sua assistita. "Come Cappato ha aiutato Dj Fabo a esercitare il suo diritto a essere libero di morire, così Minetti ha agevolato il diritto delle ragazze all'esercizio della liberta' sessuale".
Un "parallelismo" oltre ogni regola di buon senso ma che va inquadrato anche nella richiesta da parte della difesa dell'ex consigliera regionale lombarda e di Emilio Fede di sollevare una questione di legittimità costituzionale (se non dovesse esserci l'assoluzione) relativa al reato di favoreggiamento, che limiterebbe la libertà di autodeterminazione nella sfera sessuale. Pantano, come il collega Salvatore Pino nella sua arringa per Emilio Fede, ha anche sottolineato che "giustamente" non è stato indagato il ragionier Giuseppe Spinelli "da cui tutto passava, anche i pagamenti". L'avvocato Pino ha chiesto l'assoluzione di Fede 'perche' il fatto non sussiste' sia per il reato di tentata induzione alla prostituzione di Ambra Battilana, Imane Fadil e Chiara Danese (tutte parti civili) che per quello di favoreggiamento alla prostituzione di Roberta Bonasia e Ruby. E relativamente a quest'ultima, la "famosa nipote di Mubarak", c'è un "rapporto di predilezione con Berlusconi. Non risulta che Fede l'abbia favorita in alcun modo, dopo averla accompagnata ad Arcore per il primo incontro, il 14 febbraio 2010, circostanza che non reato come ha detto anche il pg".


Nonostante questo l'ex direttore del Tg 4 è stato condannato a 4 anni e 7 mesi e l'ex consigliera regionale della Lombardia a 2 anni e 10 mesi. Il Pg Daniela Meliota aveva chiesto la conferma della sentenza di primo grado che aveva comminato pene rispettivamente a 4 anni e 10 mesi e 3 anni.