Un diverbio per il posto sul vagone al figlio disabile: picchia a sangue il capotreno

E' successo sulla linea Trenord Milano-Mantova. A scatenare l'aggressione una discussione con il ferroviere per la sistemazione in carrozza del figlio disabile

Cremona, aggredito capotreno

Cremona, aggredito capotreno

globalist 9 maggio 2018

Ennesima aggressione a un capotreno di Trenord. È successo martedì sera alla stazione di Cremona. A picchiare con calci e pugni il ferroviere è stato un pizzaiolo cremonese la cui moglie aveva avuto una discussione con il capotreno per la sistemazione in carrozza del figlio disabile.
La donna, arrivata da Roma e diretta a Cremona, aveva perso la coincidenza a Milano e trovato le porte del convoglio chiuse. La mamma ha picchiato i pugni sui vetri, la porta si è aperta e la donna ha chiesto al controllore di aiutarla a caricare a bordo il bambino. Il controllore ha fatto presente che sarebbe servito uno speciale sollevatore e che per lui era obbligatorio usarlo. La donna non ne ha voluto sapere e ha caricato da sola il figlio sul treno. Arrivata a Cremona ha raccontato il fatto al marito, che era arrivato alla stazione.
A quel punto è scattata l'aggressione. Prima una domanda: "è lei il capotreno?" e appena il ferroviere ha annuito lo ha iniziato a colpire con calci, pugni al volto e in pancia. E non si è fermato neanche quando il capotreno di Trenord è caduto al suolo. Solo l'intervento di alcuni colleghi e viaggiatori sono riusciti a fermarlo.
L'aggressore è stato identificato e sentito dai carabinieri, per lui potrebbe scattare una denuncia per lesione aggravata e interruzione di pubblico servizio perché il treno, che era diretto a Mantova, non è ripartito. Il capotreno è stato accompagnato al pronto soccorso dell'ospedale di Cremona in codice verde.