Antirazzisti incatenati al ministero dei Trasporti: basta naufragi di Stato

Protesta pacifica contro le politiche razziste del governo della rete #Restiamoumani

La protesta a Roma

La protesta a Roma

globalist 11 luglio 2018

Da questa mattina all'alba più di 50 attivisti della rete #RestiamoUmani, composta da diverse realtà associative, si sono incatenati alla scalinata di ingresso del Ministero dei Trasporti, in via Nomentana a Roma, per protestare "in modo pacifico e nonviolento contro le politiche dell'attuale governo che, con la connivenza dell'Ue, stanno causando l'aumento esponenziale del numero di persone che muoiono in mare nel tentativo di raggiungere le coste europee".


Gli attivisti, vestendo giubbotti di salvataggio e salvagenti, hanno inoltre aperto uno striscione con scritto "Naufragi di Stato". Non c'è comunque un blocco degli accessi dei dipendenti del dicastero agli uffici. L'area è presidiata da forze dell'ordine, ma non si segnalano incidenti né tensioni. un lungo comunicato viene detto:
"Il Mediterraneo è ogni giorno di più teatro di stragi, con centinaia di persone annegate. Riteniamo che lo Stato italiano e l'Unione europea siano responsabili di queste morti, che si possono evitare con la presenza di assetti preposti al soccorso, con l'impegno alla creazione di vie legali e sicure per la migrazione, con un'equa distribuzione su scala europea degli sforzi volti a un'adeguata ricezione e accoglienza delle persone in arrivo". "Oggi manifestiamo davanti al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti - viene aggiunto - perché bisogna porre subito un freno all'istituzionalizzazione dell'omissione di soccorso e del reato di solidarietà. L'Italia e l'Europa non possono lasciar annegare persone in mare, soprattutto perché l'obbligo di soccorso, sancito dall'articolo 98 della Convenzione Onu sul Diritto del Mare, è il principio chiave del diritto della navigazione e un dovere statuale, messo in atto attraverso la persona del capitano a bordo della nave chiamata a intervenire, per compiere un imprescindibile atto di solidarietà: tendere una mano, il fondamento della legge tacita dei marinai".


 Queste politiche e la riduzione dei soccorsi hanno aumentato il numero di persone che annegano nel Mediterraneo centrale: oltre 1000 confermate dall'inizio dell'anno. Il Canale di Sicilia ha raggiunto il drammatico primato di confine piu' letale al mondo, con una persona su 7 dispersa nel solo mese di giugno.  Un tragico traguardo, raggiunto per il quinto anno consecutivo, nonostante il calo nel numero di arrivi. L'elevata perdita di vite umane dimostra quanto sia urgente rafforzare le capacita' di ricerca e soccorso nella regione e aprire canali legali di arrivo".