Migranti, 20 avvisi di garanzia. Msf e Save The Children: crediamo nella giustizia

A un anno dal sequestro della nave Iuventa disposti accertamenti irripetibili sui telefoni e sui computer di bordo nell'ambito dell'inchiesta sul favoreggiamento dell'immigrazione clandestina

La nave Iuventa

La nave Iuventa

globalist 11 luglio 2018

Dopo il sequestro della nave Iuventa, disposto lo scorso agosto, ora a finire nel mirino della magistratura sono alcuni membri dell'equipaggio e del personale dell'imbarcazione della ong tedesca Iugend Rettet.
La procura di Trapani ha infatti notificato 20 avvisi di garanzia ai componenti dell'equipaggio e al personale di Medici Senza Frontiere e Save the Children. I provvedimenti sono stati emessi nell'ambito dell'inchiesta sul favoreggiamento dell'immigrazione clandestina che un anno fa portò al sequestro della Iuventa. Le indagini partivano dal presupposto di verificare i presunti contatti tra personale delle ong e gli scafisti.
Si tratta di avvisi di garanzia di natura strettamente procedurale - si apprende - poiché è necessario effettuare verifiche su personal computer e cellulari. Proprio la natura di questo tipo di accertamenti, definito irripetibile, prevede la presenza dei difensori, a garanzia degli indagati.
Fonti della procura hanno anche precisato che dagli atti di indagine non emerge in alcun modo che l'operato delle navi umanitarie possa nascondere fini illeciti di qualsiasi natura.
La reazione di Msf e Save the Children
"Ribadiamo - ha detto Medici senza frontiere - la nostra piena collaborazione e siamo sicuri che questi accertamenti confermeranno quanto abbiamo sempre affermato, ovvero che siamo in mare, nel rispetto della legge, con l'obiettivo di salvare vite e non certo per favorire l'odioso lavoro dei trafficanti".
"In base alle informazioni ricevute - hanno sottolineato da Save the children - il provvedimento è volto a garantire alle persone coinvolte la partecipazione, attraverso i loro rappresentanti legali e consulenti di parte, all'ispezione dei dispositivi elettronici sequestrati alcuni mesi or sono. Apprezziamo che il procuratore abbia deciso di consentire al nostro staff di partecipare all'ispezione consentendogli di esercitare il proprio diritto di difesa e, di fatto, l'unico modo per consentirlo è quello di iscrivere le persone interessate nel registro degli indagati. Save the Children è certa che tutti i componenti del proprio staff abbiano sempre svolto i loro compiti nel pieno rispetto dei regolamenti e delle procedure interne e sotto il coordinamento del Centro nazionale di coordinamento del soccorso marittimo della Guardia costiera".