Josephine, due giorni in mare con i cadaveri di una donna e un bimbetto

La drammatica testimonianza raccolta da Annalisa Camilli di Internazionale. La Guardia Costiera Libica, via radio, commentava l'arrivo di due gommoni stracarichi di migranti. Senza muovere un dito

Josephini, salvata dalla morte nella foto pubblicata da Internazionale

Josephini, salvata dalla morte nella foto pubblicata da Internazionale

globalist 17 luglio 2018

Una testimonianza drammatica quella di Josephine, che viene dal Camerun ed è rimasta due giorni in mare attaccata ad un pezzo di legno prima che i volontari di Open Arms la salvassero. A raccontare la storia della donna recuperata al largo della Libia è Annalisa Camilli, una giornalista di 'Internazionale' che si trova a bordo della nave della ong spagnola. Secondo il suo racconto, i resti del gommone sono stati individuati questa mattina alle 7.30 ad 80 miglia dalle coste libiche. A soccorrere la donna è stato Javier Figuera, uno spagnolo di 25 anni: "quando le ho preso le spalle per girarla - dice - ho sperato con tutto il mio cuore che fosse ancora viva. Dopo avermi preso il braccio non smetteva di toccarmi, di aggrapparsi a me".


A quel punto, prosegue Camilli, sono arrivati altri soccorritori e l'hanno trasportata sulla nave, dove ora si trova con sintomi di ipotermia. Accanto a lei gli uomini di Open Arms hanno trovato anche un'altra donna e un bambino di circa 5 anni, che però erano già morti. I loro corpi sono a bordo della nave della Ong. Secondo il medico di bordo - scrive ancora Camilli - "la donna era morta da diverse ore mentre il bimbo era deceduto da poco". Sul corpo della donna c'erano anche segni di bruciature dovute al gasolio mischiato con l'acqua di mare. 


Per la Ong quello che è avvenuto è "un'omissione di soccorso" da parte del "mercantile Triades (che ora si trova a Misurata, ndr) - dice il fondatore di Open Arms Oscar Camps - che ha abbandonato in piena notte un'imbarcazione in pericolo" e della guardia costiera libica "che non è in grado di gestire una situazione d'emergenza e che ha abbandonato due donne e un bambino". Secondo il portavoce della Ong Riccardo Gatti, scrive Camilli su Internazionale - per tutta la giornata di ieri il mercantile e la guardia costiera libica hanno parlato alla radio di due gommoni in difficoltà e poi la guardia costiera libica avrebbe detto al mercantile di ripartire perché sarebbero intervenute le motovedette libiche.