Stupro di gruppo con droga. Nessun attenuante per i violentatori: 12 anni a testa

Marco Coazzotti, Mario Caputo e Guido Guarnieri abusarono di una ragazza d 21 anni nell'aprile del 2017 a Milano. Il Pm Prisco: basta insulti alle vittime, c'è perfino l'aggravante della droga

Ecco come somministrarono alla ragazza la droga dello stupro nel club

Ecco come somministrarono alla ragazza la droga dello stupro nel club

globalist 23 luglio 2018

Dodici anni a testa. Una sentenza che per una volta restituisce un po' di giustizia a una ragazza, vittima di sturo di gruppo e per di più drogata dai suoi aguzzini. Si è chiuso con 3 condanne fino a 12 anni di carcere il processo milanese a carico di tre uomini, arrestati tra dicembre 2017 e gennaio 2018, per avere stuprato una ventunenne in un appartamento dopo averla stordita con la cosiddetta 'droga dello stupro' versata in un drink all'interno di un locale (scena confermata dalle telecamere del club.
I giudici della nona sezione penale hanno condannato Marco Coazzotti e Mario Caputo a 12 anni di carcere e Guido Guarnieri a 8 anni e sei mesi riconoscendo le aggravanti della violenza di gruppo e dell'utilizzo della 'droga dello stupro'.


Lo stesso pm Gianluca Prisco, titolare dell'inchiesta e in aula per la sentenza assieme al procuratore aggiunto Maria Letizia Mannella, aveva chiesto ai giudici di non concedere le attenuanti generiche ai tre imputati perché sarebbe stato "un insulto" per la vittima, e di applicare invece al reato di violenza sessuale di gruppo anche l'aggravante della "somministrazione di una sostanza stupefacente", così come contestato nell'imputazione. Il pm aveva chiesto condanne fino a 14 anni. Secondo le indagini, la sera del 13 aprile 2017 i tre sarebbero andati a prendere in auto la 22enne, con cui Coazzotti aveva un appuntamento, e poi avrebbero raggiunto insieme un locale di via Crema, a Milano, dove avrebbero bevuto alcuni drink. Là, secondo il pm, che nella sua requisitoria ha fatto riferimento anche alle immagini riprese quella sera dalle telecamere di sorveglianza del locale, uno dei tre avrebbe versato le benzodiazepina nel bicchiere della ragazza, ignara. I tre avrebbero poi portato la giovane a casa di Caputo, a Bellusco, in provincia di Monza e Brianza, dove sarebbe avvenuto lo stupro di gruppo. Oggi i giudici hanno confermato in pieno l'impianto accusatorio. Le difese, invece, avevano sostenuto che andava verificata "l'attendibilità" della giovane che aveva denunciato la violenza. "La ragazza è debole e condizionabile - ha detto nella sua arringa il legale Eliana Zecca - e si accompagna con ragazzi di contesti borderline".
Una requisitoria che però non ha avuto rilevanza sulla decisione dei giudici. Proteste, subito dopo la lettura del verdetto, si sono levate dalla gabbia dove erano seduti Coazzotti e Guarnieri. "Questa è una follia - ha urlato Guarnieri - mi avete rovinato la vita". Mentre Caputo, in sedia a rotelle perché è stato colpito da un ictus nei mesi successivi dell'arresto, è scoppiato in lacrime ancora prima della lettura della sentenza. Urla e manifestazioni di rabbia anche da parte dei familiari degli imputati. Una donna ha strattonato un operatore della Rai e sono dovuti intervenire i carabinieri.