Italia, dove i pomodori sono rosso sangue. Lo sciopero dei braccianti d'Africa

Dietro i due incidenti in Puglia costati la vita a 16 persone c'è lo sfruttamento e un sistema di caporalato che usa furgoni vetusti, simili a carri bestiame, mettendo a rischio la vita dei lavoratori

Braccianti immigrati

Braccianti immigrati

globalist 8 agosto 2018

Sedici morti. Sedici figli d'Africa. Sedici migranti sfruttati e uccisi i cui cadaveri sono rimasti in strada per ore e dove, come denunciato dal Procuratore di Foggia, non si trovava un posto per i feriti negli ospedali. 
La realtà è che dietro i due incidenti stradali in Puglia c'è che il trasporto è in mano ad un sistema di caporalato che non solo lucra sulla giornata lavorativa e sfrutta le persone, ma facendole viaggiare come merci o carne da macello ne mette a rischio la vita". Dice Susanna Camusso, segretaria della Cgil: "Questi furgoni fatiscenti e senza autorizzazione alcuna vanno fermati per fornire un trasporto sicuro. Si poteva fare un bando per il trasporto dei lavoratori agricoli ma non è stato fatto perché le aziende non hanno fornito i dati completi per attivare lo stesso. Chiediamo - conclude Camusso - che venga convocato immediatamente il tavolo interministeriale con Prefetto, istituzioni e sindacati. Le stragi di questi giorni mostrano a tutti quale sia la condizione di tanti lavoratori agricoli, una condizione limite che sta collassando non solo sul versante dello sfruttamento ma anche, come era prevedibile, su quello del nodo del trasporto che, con mezzi inadeguati e fatiscenti, sta mettendo a repentaglio centinaia di vite umane”..”
E oggi in Puglia sarà sciopero dei braccianti, degli sfruttati. Una protesta accompagnato da una marcia che prenderà il via alle 8 del mattino da Torretta Antonacci (ex ghetto di Rignano), nel comune di San Severo, e si concluderà davanti alla prefettura di Foggia. Ad annunciarlo è l'Usb in una nota.


"Sarà la marcia dei berretti rossi, come i cappellini che i quattro braccianti morti e i quattro feriti sabato - dice l'Usb - indossavano nei campi per proteggersi dal solleone mentre si spaccavano la schiena per raccogliere pomodori alla vergognosa paga di un euro al quintale. Cappellini che Usb e Rete Iside avevano distribuito ai braccianti come segno di vicinanza e di solidarietà in un processo di sindacalizzazione che richiama alla memoria le battaglie di Giuseppe Di Vittorio per i diritti dei lavoratori agricoli. Perché questo erano i quattro nostri compagni morti: lavoratori agricoli, indipendentemente dal colore della pelle".



"È questa la nostra battaglia - ribadisce Aboubakar Soumahoro, del coordinamento lavoratori agricoli Usb- la tutela dei lavoratori e la rivendicazione dei loro diritti, negati in Puglia come in Calabria, in Piemonte o nel Lazio. Per questi diritti si batteva Soumaila Sacko, ucciso nella piana di Gioia Tauro il 2 giugno scorso, per questi diritti combattevano i braccianti morti sabato, organizzandosi per sfuggire alla schiavitù del caporalato e alle vessazioni dei cosiddetti imprenditori agricoli. Saremo al fianco dei lavoratori dei campi, lo saremo il 22 settembre presentando proprio a Foggia la piattaforma e il programma di lotta Usb sul lavoro agricolo".