In carcere per false recensioni su Tripadvisor: è la prima volta in Italia

Lo ha stabilito il tribunale di Lecce che ha condannato a 9 mesi di prigione il proprietario di PromoSalento: vendeva su internet pacchetti di recensioni fasulle ai business dell'ospitalità in Italia

Tripadvisor

Tripadvisor

globalist 13 settembre 2018

Scrivere recensioni false su internet utilizzando un'identità falsa è un reato. Lo ha stabilito il Tribunale di Lecce in merito alla vendita di pacchetti di recensioni false su hotel e ristoranti italiani, in uno dei primi casi legali nel suo genere.
I giudici pugliesi hanno condannato a 9 mesi di carcere, e al pagamento di circa 8mila euro per spese e danni, il proprietario di PromoSalento che vendeva pacchetti di recensioni false ai business dell'ospitalità in Italia.
La community di viaggi Tripadvisor ha supportato il procedimento contro PromoSalento costituendosi parte civile e ha condiviso le prove raccolte dal suo team interno di investigazione frodi e fornito il supporto dei suoi consulenti legali italiani.
"Crediamo - ha commentato in una nota Brad Young, di TripAdvisor - che si tratti di una sentenza storica per internet. Scrivere recensioni false ha sempre rappresentato una violazione della legge ma questa è la prima volta che, come risultato, il truffatore è stato mandato in prigione. Investiamo molto nella prevenzione delle frodi e siamo efficaci nell'individuarle: dal 2015 abbiamo bloccato le attività di più di 60 aziende di recensioni a pagamento nel mondo".
"Nel 2015 - ha aggiunto Young - il nostro team di investigatori delle frodi ha identificato un'azienda di nome PromoSalento che operava illegalmente in Italia. Questa azienda si offriva di scrivere recensioni false per i business dell'ospitalità col fine di migliorare il loro profilo su TripAdvisor. Le nostre analisi tecniche ci hanno portato ad identificare prima e poi a rimuovere o bloccare oltre 1.000 tentativi di invio di recensioni su TripAdvisor ad opera di PromoSalento relative a centinaia di strutture. Nei casi in cui abbiamo visto che le attività sospette non cessavano, il passo successivo è stato quello di applicare un bollino rosso, che è un messaggio pubblicato sulla pagina di un business su TripAdvisor che informa i viaggiatori dei tentativi di manipolazione delle recensioni da parte del business".
Federalberghi: "problema enorme"
Anche Federalbeghi ha commentato la sentenza. "Va nella giusta direzione - si legge in una nota - la sentenza del Tribunale penale di Lecce, che ha inflitto una pena esemplare (nove mesi di carcere) a uno 'spacciatore' di fake reviews. Siamo di fronte ad un problema dalle dimensioni enormi e non possiamo illuderci che possa essere risolto affidandosi al meritorio lavoro della magistratura o alla buona volontà dei singoli. La soluzione non può che risiedere in una robusta affermazione del principio di responsabilità. Il primo passo che i portali devono compiere per radicare un sistema in cui prevalgano le vere recensioni, scritte da veri clienti, che raccontano una vera esperienza, è un deciso stop alle recensioni anonime e ai nickname di comodo".