"Violento, sadico e pronto a colpire ancora": chi è il cuoco killer arrestato a Modena

Oltre che di omicidio l'uomo è accusato di tentato sequestro e violenza sessuale. Gli inquirenti: "sceglieva solo vittime minute, incapaci di difendersi. Una persona pericolosa assolutamente priva di controllo"

Un'immagine dei carabinieri sul tentato sequestro denunciato da una 18enne a Savignano sul Panaro

Un'immagine dei carabinieri sul tentato sequestro denunciato da una 18enne a Savignano sul Panaro

globalist 11 ottobre 2018

Violento e sadico, pronto a colpire ancora. Il comandante del reparto operativo dei carabinieri di Modena, Stefano Nencioni, definisce così Raffaele Esposito, il cuoco 34enne originario di Napoli e residente nel Modenese, finito in carcere per omicidio, tentato sequestro di persona e violenza sessuale.
L'uomo, oltre che dell'omicidio di Vasilica Nicoleta Neata, il cui cadavere carbonizzato era stato trovato a San Donnino, a Modena, il 10 settembre scorso e identificato grazie a un chiodo endomidollare impiantato a seguito di un incidente stradale, è accusato del tentato sequestro denunciato da una ragazza 18enne a Savignano sul Panaro e di una violenza sessuale avvenuta a Zocca, sempre nel Modenese, lo scorso 24 agosto, ai danni di una donna di 30 anni.
"La violenza e il sadismo che ha messo nei suoi atti - ha detto Nencioni, il comandante dei carabinieri di Modena - fanno ritenere che avrebbe continuato a colpire tranquillamente. Sceglieva solo vittime magre e minute, incapaci di difendersi. Il fattore che accomuna tutte le vittime è che erano esili, persone che lui considerava deboli e poteva facilmente sopraffare".
Il cuoco, secondo gli inquirenti, avrebbe potuto aggredire e accanirsi ancora su altre donne. "Si capisce dalla violenza carnale che ha perpetrato - ha aggiunto il comandante dei carabinieri - che denota uno spregio della vittima, la volontà di umiliarla e farle male". L'uomo era già stato arrestato dopo il tentativo di sequestro e la nuova ordinanza di custodia cautelare gli è stata notificata direttamente in carcere.
"Una persona pericolosa - hanno scritto i pm nella richiesta di custodia cautelare, accolta dal Gip - assolutamente priva di controllo e di empatia verso le vittime. Un vero e proprio criminale seriale capace di arrivare sino all'omicidio".