Uccise, fece a pezzi la sorella e li gettò nei cassonetti: condannato solo a 15 anni

Maurizio Diotallevi gettò i resti di Nicoletta nei cassonetti del quartiere Flaminio di Roma: vivevano insieme e lui covava rancore per essere stato più volte rimproverato

Cassonetti dei rifiuti, foto di archivio

Cassonetti dei rifiuti, foto di archivio

globalist 10 dicembre 2018

Una pena inspiegabilmente mite: fece a pezzi la sorella e la gettò in alcuni cassonetti dell'immondizia, nel quartiere Flaminio a Roma.
Motivo? Non accettava più il suo atteggiamento di superiorità.
Per questo oggi Maurizio Diotallevi, 62 anni, informatico, è stato condannato a 15 anni e 4 mesi di reclusione dal gup Massimo Di Lauro.
Il pm Marcello Cascini aveva chiesto per l’informatico che nell`estate 2017 uccise la sorella Nicoletta di tre anni più giovane, una pena a 27 anni di reclusione. Il giudice ha però riconosciuto valida la ricostruzione della difesa, con l'avvocato Gaetano Scalise, ed ha concesso una sostanziale diminuzione della condanna.
Diotallevi viveva da anni nella casa della sorella, una casa che fungeva anche da bed and breakfast, e di fatto si sosteneva con piccoli lavoretti. Era lei, però, impiegata in una ditta di pulizie, a coprire tutte le spese più importanti e a occuparsi economicamente della casa. Una situazione che ha portato l'uomo a covare rancore nei confronti della donna, fino a sfogarlo nel Ferragosto scorso: "Mi faceva pesare continuamente la mia situazione economica", spiegò agli investigatori.
A scoprire il cadavere era stata una donna di origine rom che rovistava nei cassonetti. Diotallevi sperava di farla franca: per confondere le gambe della sorella con un manichino, le aveva dipinte con una vernice blu.