Arrestato l'immobiliarista degli hotel di lusso Statuto: è accusato di bancarotta fraudolenta

Operazione della Guardia di finanza di Roma. In manette anche il suo braccio destro Negrini: hanno distratto dal patrimonio della fallita Brera s.r.l. oltre 8 milioni di euro

Giuseppe Statuto

Giuseppe Statuto

globalist 18 dicembre 2018
L'immobiliarista Giuseppe Statuto e il suo braccio destro Massimo Negrini, sono stati arrestati e posti ai domiciliari per bancarotta fraudolenta. La misura è stata eseguita dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma, dopo indagini coordinate dalla Procura. Statuto, 51 anni, e il suo collaboratore Negrini, 64enne, sono ritenuti responsabili della bancarotta fraudolenta della Brera S.r.l..
Di origine casertana, Statuto è noto alle cronache per vicende che lo hanno visto protagonista per alcune iniziative speculative, soprattutto nel settore immobiliare. A fronte della crisi del comparto, il gruppo Statuto - cui fanno capo centinaia di imprese - ha orientato il proprio business, nel tempo, verso la gestione di alberghi di lusso nelle città di Venezia, Milano e Taormina.
Dalle indagini del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria, è emerso che gli arrestati hanno distratto dal patrimonio della fallita "Brera" oltre 8 milioni di euro, relativi a un credito vantato verso la società controllante, la "Michele Amari S.r.l.", trasferendolo fittiziamente a due società con sede in Lussemburgo appartenenti allo stesso gruppo e rendendolo - come si legge nel provvedimento - "di fatto irrecuperabile, mediante un complesso intreccio di negozi giuridici fraudolenti, indice dell'elevata professionalità degli indagati".
In particolare, il credito, inizialmente costituito da somme giacenti su un rapporto di conto corrente cointestato alla "Brera" e alla "Michele Amari", è stato trasformato in un finanziamento fruttifero infragruppo concesso, in successione, a due persone giuridiche anonime lussemburghesi con una situazione economico-patrimoniale estremamente compromessa.
Questa condotta non è stata occasionale o sporadica - sottolinea il Gip nell'ordinanza - in quanto rientrante in un più ampio disegno criminoso attuato dagli indagati mediante la "creazione di società a mero scopo speculativo, le quali sono state sistematicamente ed in maniera preordinata portate al fallimento, come di fatto sta avvenendo per numerose società del gruppo Statuto".
I fatti contestati a Statuto e Negrini - i quali, allo scopo di impedire agli investigatori di risalire alle proprie responsabilità, hanno occultato parte della documentazione contabile - hanno provocato il dissesto e il successivo fallimento della "Brera", dichiarato nel 2016, con un passivo pari a oltre 32 milioni di euro, gran parte dei quali nei confronti del Fisco.