Anziano ridotto in schiavitù ad Acilia: costretto a consegnare la pensione e chiedere l'elemosina

I carabinieri hanno arrestato una vicina di casa di 61 anni accusata di riduzione in schiavitù aggravata in concorso con il marito di 64 anni, che è stato denunciato a piede libero

Un'immagine dei carabinieri

Un'immagine dei carabinieri

globalist 21 dicembre 2018
Hanno schiavizzato un anziano facendosi consegnare la pensione e mandandolo a chiedere l'elemosina. Una storia di angherie e soprusi ai danni di un pensionato 73enne scoperta dai carabinieri di Acilia, alle porte di Roma, durante l'operazione Natale sicuro. A metterla in atto una coppia di romani, lei di 61 anni, lui di 64. La donna è stata arrestata mentre il marito è stato denunciato a piede libero.
L'anziano pensionato, residente nella capitale, era caduto in una infida trappola architettata da quelli che, un tempo, erano suoi amici e vicini di casa. Si tratta di una coppia di romani, lei di 61 anni e il marito di 64, che in passato aveva anche aiutato economicamente quando stavano attraversando un momento di difficoltà.
Ma quell'aiuto era stato l'inizio di continue pretese e minacce. Il 73enne è stato soggiogato dalla coppia e costretto a corrispondere loro l'intera pensione con la minaccia, in caso di ritardo nei pagamenti, l'intervento di un fantomatico giudice pronto a fargli perdere la titolarità del suo appartamento. La coppia ha anche costretto l'anziano ad andare a chiedere l'elemosina di fronte ad una farmacia di Acilia, le cui somme venivano giornalmente ritirate dai due.
Per il piano Natale sicuro, per la tutela delle vittime vulnerabili, in particolare gli anziani, i carabinieri di Acilia, dopo aver avuto segnalazioni sulla situazione di sottomissione del 73enne, hanno avviato una serie appostamenti nei pressi della farmacia per verificare e documentare le vessazioni imposte al pensionato.
Nel corso di una consegna di denaro da parte del 73enne alla donna, i militari sono entrati in azione fermando la coppia di coniugi e portando tutti in caserma. Dopo un'iniziale reticenza nel raccontare la vicenda, per paura di ritorsioni, il 73enne, rincuorato dai carabinieri, ha denunciato la vicenda. L'incubo si è quindi concluso con l'arresto della donna, accusata di riduzione in schiavitù aggravata in concorso con il marito che è stato denunciato a piede libero.