Padre Spadaro: chi usa il linguaggio dell'odio e della paura sui migranti non è un cristiano

Il direttore della rivista dei gesuiti Civiltà Cattolica, fra i principali consiglieri di Bergoglio: chi se la prende con il Papa perché difende gli ultimi se la prende con il Vangelo

Uno dei migranti salvati

Uno dei migranti salvati

globalist 8 gennaio 2019
Parole fin troppo ponderate in un clima di esasperazioni verbali: "La migrazione ha generato una polarizzazione molto forte, un approccio nazionalista, populista in senso negativo", "Francesco si è rivolto ai leader europei per aiutare 49 'persone' in mare", persone che "vengono sempre prima di ogni altra categoria", "le partenze dalle coste del Mediterraneo, cioè dalla porta di fronte alle nostre case, si sono ridotte e non si può speculare sul linguaggio dell'odio e della paura. Per un semplice motivo: chi lo fa non è un cristiano".
Lo dice padre Antonio Spadaro, direttore della rivista dei gesuiti Civiltà Cattolica, fra i principali consiglieri di Bergoglio, parlando dell'appello del Papa per i migranti a bordo delle due navi delle Ong.
"La Chiesa rispetta la democrazia, ci mancherebbe. Chi se la prende col Papa perché difende i poveri, gli ultimi, gli scarti della società, se la prende col Vangelo", afferma. "La Chiesa non ha intenzione di intromettersi negli affari dei singoli Paesi - precisa -, ma invoca un comportamento multilaterale per la gestione di un 'nodo politico globale', così ha definito Francesco la migrazione due anni fa e la situazione non mi pare mutata".