Imprenditore lancia un appello sui social per trovare personale ma nessuno risponde

Nereo Parisotto, titolare di una società di costruzioni, non riuscendo a trovare personale da assumere, si affida a Facebook. La ricerca però è più difficile del previsto.

Nereo Parisotto

Nereo Parisotto

globalist 10 gennaio 2019
Nereo Parisotto, titolare di Euroedile, società delle costruzioni di Treviso specializzata nei ponteggi al servizio della quale operano oggi circa cento dipendenti, lancia un'appello su Facebook.
L'imprenditore ha bisogno di assumere 30 lavoratori edili disponibili ad affrontare trasferte. La ricerca procede con difficoltà perchè ad oggi, ha ricevuto appena quindici offerte, metà delle quali di persone fuori regione e comunque non disponibili a viaggiare.
L'altra metà, formata da candidati risultati idonei ad occupare i posti disponibili, assunzionti immediatamente.
Riguardo al contratto offerto Parisotto dice: "Nel corso dell’ultimo mese abbiamo dovuto rinunciare al 40% delle commesse che ci sono arrivate — ha detto Parisotto — per mancanza di manodopera. Eppure l’inquadramento contrattuale è quello previsto dal Contratto nazionale dei metalmeccanici con l’aggiunta di plus legati alla sicurezza, alla capacità, al merito, alla disponibilità, alla gestione dell’attrezzatura in dotazione e alla serietà. I nostri dipendenti appena assunti - conclude il titolare - arrivano a percepire, anche grazie a questi premi, quasi 2 mila euro al mese".
Questo non è il primo imprenditore del Nordest che denuncia le difficoltà a trovare personale competente e soprattutto disponibile a turni e a lavorare nei fine settimana. Lo scorso aprile, la ditta padovana Grafica Veneta ha contestato ai giovani di non voler fare fatica: nessuno si sarebbe presentato per venticinque posti di lavoro. Nel dicembre 2017 scoppiò, invece, il caso della Antonio Carraro di Trebaseleghe nel Padovano: c’era posto per settanta dipendenti tra ingegneri, periti e operai, ma alla chiamata non risponde nessuno. Alle denunce degli imprenditori, in alcuni casi, però, sono arrivate le repliche di lavoratori e le polemiche, piccate, dei sindacati (vedi il caso proprio di Grafica Veneta). Ad una verifica è emerso che le condizioni contrattuali e di lavoro non erano proprio così buone come avevano affermato le aziende.