Cronaca della solidarietà: il saluto commosso ai migranti del Cara

Una testimonianza dal corteo di solidarietà che ha accompagnato la partenza dei migranti del Cara deportati per effetto del Decreto Sicurezza

Migranti del Cara

Migranti del Cara

globalist 22 gennaio 2019

di Ivano Di Carlo
Il raduno è fissato nella chiesetta di Santa Marta a Ponte Storto, sulla Tiberina.
Poi arriva un nuovo ordine dalla Polizia: ci dobbiamo spostare tutti sulla Traversa del Grillo, nello slargo davanti al mobilificio Gaggioli.
Siamo già trecento a mezzora dalle 17, qualcuno sta ancora cercando di capire dove è stato spostato il luogo dell’appuntamento.
Il Sindaco Riccardo Travaglini viene intervistato da più di un giornalista.
Ha il viso tirato, stamattina alle 7.15 era già davanti il Cara. Con la Protezione Civile hanno installato una grande tenda, per alcuni profughi che non saranno trasferiti, perché non ne hanno diritto, non hanno lo Status di rifugiato.
Alcuni sono partiti verso la Stazione Termini.
Sono le 17, parte il corteo che si incammina verso l’entrata del Cara.
Il serpentone dei solidali con alla testa i Sindaci e il Vescovo si allunga, supera notevolmente il migliaio. Nonostante la richiesta di evitare bandiere, compaiono quelle della Cgil Funzione Pubblica, dell’Associazione Berlinguer e di altre Associazioni di Solidarietà.
Il corteo si ravviva, incontriamo un polemico Sindaco che ci affianca fino all’arrivo e che sottolinea l’arretramento del sentimento solidale nel nostro Paese.
Incontriamo Andrea Casu, giovane segretario romano del Pd che ha aderito alla lettera al l’indicazione del No alle bandiere.
Con lui il segretario provinciale ed altri dirigenti.
Ora siamo davanti al Cara, i Sindaci prendono la parola, in prima fila anche il Vescovo. Nelle loro parole c’è il rammarico di tutto quel lavoro - positivo - di inserimento sociale dei ragazzi dal Cara.
Ora tutto finito. Non sanno neanche dove andranno. Neanche gli autisti dei pullman per il trasferimento conoscono ancora la meta.
Dopo le loro comunicazioni, si alza nelle brume della piana del Tevere un caloroso 'Bella Ciao'.


* Associazione Enrico Berlinguer del Quadraro