Roma, il Papa finanzia l'apertura di un nuovo centro accoglienza dei gesuiti

Il centro è intitolato a padre Matteo Ricci ed è finanziato anche dal Santo Padre. Presenti all'inaugurazione Mattarella e Zingaretti

Mattarella all'inaugurazione del centro

Mattarella all'inaugurazione del centro

globalist 4 febbraio 2019
Alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il centro Astalli dei gesuiti ha aperto a Roma, con il beneplacito anche economico di Papa Francesco, un centro di accoglienza e integrazione per richiedenti asilo e rifugiati. 
"Rammaricato per la mancanza di finanziamenti pubblici per i migranti vulnerabili che necessitano di un posto in questa struttura, il Santo padre, dona oggi anche il necessario per il primo mese di attività del Centro", ha sottolineato nel corso dell'inaugurazione il gesuita Michael Czerny, sottosegretario della sezione vaticana Migranti e Rifugiati.
I posti disponibili all'interno del centro sono 28  il centro organizzerà attività formative, offrirà un servizio di orientamento e supporto alla ricerca del lavoro e ospiterà anche attività culturali, artistiche, musicali e letterarie, aperte a tutti.
"Credo che aprire un centro di accoglienza e integrazione sia oggi, in un tempo in cui sempre più spesso la chiave interpretativa del reale è la chiusura, un segno forte, dal punto di vista simbolico e concreto", ha detto padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli che ha organizzato il centro nei locali ristrutturati e messi a disposizione dalla Provincia Euromediterranea dei gesuiti (Albania, Italia, Malta e Romania), ispirandosi "all'appello di papa Francesco, fatto in occasione della sua visita al Centro Astalli nel 2013, di aprire le case dei religiosi ai rifugiati", ha sottolineato ancora il gesuita.
La struttura è intitolata a padre Matteo Ricci, primo gesuita missionario in Cina, "maestro nel lasciarsi interrogare dalla ricchezza di persone di un'altra cultura, capace di mettersi nei loro panni", ha sottolineato padre Ripamonti, e segue le orme di padre Pedro Arrupe - storico superiore dei gesuiti che creò il Jesuit Refugee Service di cui il Centro Astalli è parte - "morto il 5 febbraio 1991, il cui processo di beatificazione si apre ufficialmente domani, esattamente 5 febbraio", ha sottolineato l'attuale preposito generale, padre Arturo Sosa.
Presenti tra gli altri l'elemosiniere pontificio, cardinale Konrad Krajewski, il cardinale vicario di Roma Angelo De Donatis e il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti.