Il polacco, l’africano e la birra: racconto in un bar della Roma degli immigrati

Il piccolo bar di periferia è la loro sosta. Alle spalle il lavoro, dopo la pausa al bar si va a casa per la cena.

Immagine di repertorio

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Onofrio Dispenza 8 marzo 2019




"Se saprai descrivere il tuo villaggio avrai ben raccontato il mondo". La traccia di Lev Michailovic Tolstoj resta valida, più che mai. Quel che disse, tradotto più o meno liberamente, ha un senso che dovrebbe sempre guidare i nostri occhi, e soprattutto quelli di chi è chiamato a raccontare, scrittore o solo giornalista. convinti di questa indicazione di Tostoj, grande scrittore, e perchè no "giornalista", vi offriamo un racconto piccolo piccolo. Che parla, ci parla, e ci fa capire. E che ci offre anche una porzione piccola di umanità, rarità.

Il piccolo bar di periferia è la loro sosta. Alle spalle il lavoro, dopo la pausa al bar si va a casa per la cena. Poi a dormire. Ci si alza presto. Roma nord. Allo stesso tavolo si fermano, si ritrovano, un operaio di origine polacca e uno che viene dall'Africa. una birra, ce ne sarà una seconda. Tornano dal lavoro, sono appena scesi dal trenino, si beve assieme, l'uno offre una sigaretta all'altro. Per gli altri, in città, è l'ora dell'aperitivo, qui birra economica in bottiglia. Stasera paga il polacco. Di chi ha avuto ed ha una vita difficile, non è mai facile calcolare l'età. Avrà quaranta, forse cinquanta anni. Il bianco e il nero. Il bianco 30 anni dopo qiell'89 che cambiò il mondo, buttò giù i muri; promettendo di cambiare anche il suo piccolo mondo. Trent'anni dopo il polacco parla all'amico africano: "Un mese, un mese ancora e si torna in Polonia…Basta Italia...". Beve e continua a parlare all'amico africano: "Torno a casa...Perchè non vieni da me, in Polonia? Hai il passaporto italiano? Si? Allora, vieni, puoi venire...Bello da noi…". Seconda birra, una sigaretta ancora, lunghi silenzi...L'uno la Polonia in testa, l'altro l'Africa nel cuore. Quando la seconda bottiglia è vuota, il polacco si alza, prende ancora una bottiglia dal frigo del bar e la ficca nello zainetto. Paga, stringe la mano all'amico africano e riprende la strada verso casa. "Ci vediamo domani...Pensaci…".