Firenze concede la cittadinanza onoraria alla senatrice Liliana Segre

La senatrice a vita, superstite dell'Olocausto, è stata insignita dell'onorificenza con decisione unanime, proprio all'indomani del sabato nero in cui i neofascisti si sono riuniti a Prato

Liliana Segre

Liliana Segre

globalist 25 marzo 2019

Questa mattina il Consiglio Comunale di Firenze ha approvato all'unanimità una delibera che ha concesso la cittadinana onoraria della città alla senatrice a vita Liliana Segre, reduce italiana dell'Olocausto. La città di Firenze ha voluto così onorare una memoria storica dell'orrore nazifascista, proprio all'indomani del 'sabato nero' del 23 marzo, quando una sparuta accozzaglia di nostalgici del fascismo, supportati da Forza Nuova e Casapound (e col tacito consenso del Viminale), si sono dati appuntamento a Prato dove per fortuna hanno trovato una fiera opposizione antifascista. 
Lo ribadisce la vicesindaca Cristina Giachi, che afferma: "Non c'è un lunedì più giusto di questo per approvare, con orgoglio, questa delibera. Siamo reduci dalla manifestazione antifascista di sabato a Prato che ha ricordato, a tutti noi, che al di là della sparuta pattuglia di manifestanti pro fascismo, c'è strisciante nel Paese una tendenza a ritrovare ragioni di discriminazione, di separazione tra cittadini e cittadine, di emarginazione di minoranze. Non c'è giorno più giusto di questo per dare, invece, un segnale istituzionale forte come quello che daremo approvando la delibera che concede la cittadinanza onoraria a Liliana Segre''. Lo ha detto la vicesindaca e assessora all'educazione Cristina Giachi.


"Liliana Segre- ha aggiunto la vicesindaca Giachi - scoprì cosa fisse il razzismo quando le fu impedito, a otto anni, di andare a scuola. Troppe volte dimentichiamo che questi provvedimenti, al di là di un peso politico incisivo e devastante, hanno distrutto le esistenze delle persone. La vita di Liliana Segre non fu più la stessa da quel momento. Liliana andò ad Auschwitz a 14 anni a lavorare come schiava per gli stabilimenti della Siemens ed è l'unica sopravvissuta della sia famiglia''. 


Voglio anche testimoniare due aspetti della sua vita e della sua testimonianza - ha proseguito Giachi - anzitutto il silenzio: per oltre 40 anni non ha parlato di quella esperienza perché percepiva intorno a sé la necessità di rimuovere quel momento, una sordità diffusa. Un silenzio a volte comprensibile ma molto pericoloso. Ed è quello che anche oggi è molto pericoloso: più che la sparuta minoranza in camicia nera che a Prato inneggiava al fascismo - ma erano una sparuta minoranza anche quelli che costituivano i fasci cento anni fa - ci deve preoccupare il silenzio di coloro che rimuovono questo orrore e questa bruttura dalla società contemporanea. Rimuovendone la comprensione gli lasciano spazio''


''L'altro aspetto - ha concluso la vicesindaca Giachi - è racchiuso in un frase di Liliana Segre: ''Ho fatto esperienza della vittoria.' L'ha fatta quando è nata la sua nipotina: la vita aveva dunque vinto contro il nazismo, il razzismo e l'orrore che aveva sterminato la sua famiglia''.
"Viva soddisfazione per il voto unanime del Consiglio comunale per il conferimento della cittadinanza onoraria alla senatrice Liliana Segre. La delibera approvata oggi, e che renderà la Segre cittadina di Firenze, fa seguito alla mozione già approvata dall'assemblea (sempre all'unanimità) di cui sono stato il promotore". Questo il commento del consigliere dem Leonardo Bieber a margine della seduta di oggi.


"Questo gesto da parte del Consiglio comunale di Firenze è un forte monito, non solo perché l'opera di questa donna straordinaria per 'raccontare l'indicibile' è stata e resta fondamentale perché l'Olocausto non sia mai dimenticato, ma anche contro l'indifferenza che pervade la nostra società. Non deve sfuggire che viviamo in un Paese in cui si è scelto di eliminare la materia di Storia dall'esame di maturità: un giovane che non conosce la storia non avrà nel futuro gli strumenti per comprendere la società in cui vive ed incidere positivamente per un cambiamento. E i fatti di sabato scorso, con la manifestazione a Prato per celebrare il centenario della creazione dei fasci di combattimento, è un drammatico esempio di ciò che può avvenire quando la Storia viene dimenticata. Anche nel 1919 erano poche decine le persone coinvolte, poi sappiamo com'è andata - aggiunge Bieber -. Un monito contro l'indifferenza anche di chi dimentica che il nostro è stato un paese di migranti: basta andare a New York e visitare Ellis Island per rendersi conto di quanto gli italiani abbiano contribuito alla costruzione degli Stati Uniti d'America provenendo da condizioni di miseria e spesso disperazione. Chi oggi individua nei richiedenti asilo che a rischio della vita vengono in Italia il nemico da combattere, è vittima di un'altra gravissima amnesia storica che va combattuta con fermezza".


"La chiave per comprendere le ragioni del male è l'indifferenza: quando credi che una cosa non ti tocchi, non ti riguardi, allora non c'è limite all'orrore". Queste parole della senatrice Segre racchiudono il senso profondo e l'attualità del suo messaggio e, al tempo stesso, spiegano perché Firenze l'ha voluta come sua cittadina, ha detto Bieber.