Emergenza carceri, 64 suicidi nel 2018: sono già dieci dallʼinizio dellʼanno

Il Garante nazionale: "Nei primi tre mesi del 2019 quasi un detenuto a settimana si è tolto la vita"

Carcere

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globalist 27 marzo 2019
Nel 2018 ci sono stati 64 casi di suicidio in carcere: un numero che ha segnato un picco di crescita rispetto all'anno precedente, quando erano stati 50. Lo rileva il Garante nazionale delle persone detenute nella relazione al Parlamento. Nei primi tre mesi di quest'anno, si sono tolte la vita in carcere 10 persone, circa una a settimana. L'età media era di 37 anni e il più giovane aveva 18 anni.
Delle 64 persone che si sono suicidate nello scorso anno, 37 non avevano una pena definitiva, tra questi 22 erano ancora in attesa del promo grado di giudizio.
Guardando ai numeri degli anni passati non è possibile mettere in correlazione il numero di suicidi con il numero dei detenuti e il disagio che deriva dal sovraffollamento. Il Garante sottolinea piuttosto "un clima generale che nega la soggettività alle persone detenute", "un clima che si esprime in un linguaggio che in nulla rispecchia il mandato costituzionale, un linguaggio secondo cui il carcere è il luogo in cui si marcisce e non ci si reinserisce nella società".
"Il sovraffollamento nelle carceri italiane non è una fake news: alla data del 26 marzo 2019 su 46.904 posti regolamentari disponibili nei 191 istituti di pena erano presenti 60.512 persone; 13,608 detenuti in più, con un sovraffollamento del 129 percento. Un dato che conferma una linea di tendenza in crescita rispetto al passato: alla data del 31 dicembre 2017 i detenuti presenti erano 57.608 contro i 59.655 alla stessa data del 2018. Dunque una crescita, in un solo anno, di oltre 2000 persone detenute", si legge ancora nella relazione del Garante dei detenuti.