La Cassazione assolve in parte Mimmo Lucano: nessuna frode sugli appalti

Per la Suprema Corte non sono provate le “opacità” che avrebbero caratterizzato l’azione del sindaco per l’affidamento dei servizi alle cooperative

Mimmo Lucano

Mimmo Lucano

globalist 2 aprile 2019

Non ci sono indizi sufficienti che suggeriscono che Mimmo Lucano avrebbe 'turbato' le procedure diu gara per l'assegnazione, nel Comune di Riace, del servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti urbani: lo scrive la sezione penale della Cassazione, che lo scorso febbraio ha accolto parzialmente il ricorso della difesa di Lucano per questo reato e disposto una nuova valutazione del Tribunale del Riesame. 
La stessa Cassazione aveva invece sottolineato la "gravità del panorama indiziario" per le accuse di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, ma per l'accusa di turbamento delle gare l'ordinanza del Riesame ha tra le sue motivazioni il fatto che la valutazione iniziale "non si sofferma sulla valutazione di un profilo rilevante ai fini dell’apprezzamento del requisito della gravità indiziaria esaminando quali altre imprese in quel territorio, oltre le cooperative sociali affidatarie per anni del servizio, avrebbero potuto in quel momento svolgerlo, tenuto conto della conformazione del centro storico del Comune interessato e delle specifiche caratteristiche dell’attività che di quel servizio costituiva l’oggetto".
In altre parole: nella valutazione del Riesame non erano chiarite le modalità con cui Lucano avrebbe commesso un reato.