Torre Maura, portati via i primi rom: cori e saluti romani dei fascisti

Nella zona di Torre Maura dove circa 200 abitanti della zona, supportati anche da militanti di Casapound, sono scesi in strada per protestare contro il trasferimento di alcuni rom in un centro di accoglienza.

I manifestanti

I manifestanti

globalist 3 aprile 2019
Se inizialmente la protesta di Torre Maura era stata spontanea e priva di connotazioni politiche, con l'arrivo di Casapound la situazione è degenerata: e mentre una bomba carta è esplosa in via dei Codirossoni, davanti al centro di accoglienza che ha ospitato, seppur per breve periodo, 70 famiglie rom, i primi ospiti del centro sono stati trasferiti, come era stato annunciato da Virginia Raggi. 
Ad accogliere i rom cori fascisti e bracci tesi nel saluto romano, oltre a insulti disgustosi e di stampo razzista come "Scimmia di mer.., te ne devi andare, esci fuori che ti ammazzo".
Uno dei rom rimasti all'interno del centro è uscito nel cortile rivolgendosi alla folla: "Sì, ora ce ne andiamo". Subito dopo un altro manifestante ha urlato: "Bruciateli vivi".

 
(Video di Repubblica)

Aperta un'indagine per istigazione all'odio razziale
La Procura di Roma apre un fascicolo di indagine in relazione agli scontri avvenuti nella tarda serata di ieri nella zona di Torre Maura dove circa 200 abitanti della zona, supportati anche da militanti di Casapound, sono scesi in strada per protestare contro il trasferimento di alcuni rom in un centro di accoglienza. A piazzale Clodio sono in attesa di una informativa dalle forze dell'ordine intervenute. I reati ipotizzati, al momento, sono di danneggiamento e minacce aggravate dall'odio razziale.

Ieri le proteste alla periferia est di Roma per l'arrivo di alcune famiglie rom in una struttura di accoglienza di via dei Codirossoni a Torre Maura. Il malcontento, iniziato nel primo pomeriggio, è montato con il passare delle ore. Nella stradina alla periferia della città si sono radunate circa 300 persone, tra cui anche anziani. Con il passare del tempo la rabbia è salita. I residenti hanno creato una sorta di barricata con i cassonetti dei rifiuti, posizionati al centro della strada, rovesciati o dati alle fiamme. 


Alcuni hanno poi bloccato la consegna dei pasti all'interno del centro da parte di un addetto. I panini che dovevano esser consegnati sono caduti a terra e sono stati calpestati dai manifestanti, perché non potessero più essere forniti ai nomadi. La protesta è scattata con l'arrivo delle prime famiglie dal centro d'accoglienza di via Toraldo a Torre Angela nella struttura di via dei Codirossoni, vincitrice di un bando europeo. Ad accogliere i rom, una settantina, scortati dalle forze dell'ordine, una folla di residenti inferociti. "Andate via" hanno urlato alcuni. "Basta con queste decisioni calate dall'alto" hanno protestato altri.


Oggi la decisione del Campidoglio: "In merito al trasferimento di circa 60 persone rom dalla struttura di via Toraldo a quella di via dei Codirossoni, l'Ufficio speciale Rom sinti e caminanti ha deciso di ricollocare le persone presenti nella struttura presso altri centri d'accoglienza per persone fragili su tutto il territorio romano". "Le operazioni saranno curate dalla Sala operativa sociale a partire da stamattina e si concluderanno in sette giorni", si spiega in seguito alle proteste di ieri alla periferia est di Roma per l'arrivo di alcune famiglie rom in una struttura di Torre Maura