Quelli che in passato separavano le famiglie erano i nazisti

I rom di Torre Maura deportati con un sottofondo di cori fascisti; un ministro dell'interno che propone la separazione delle famiglie dei migranti. L'Italia del 2019 che sembra la Germania del 1944

Famiglie separate dai nazisti

Famiglie separate dai nazisti

Giuseppe Cassarà 5 aprile 2019

Già abbiamo dovuto assistere ai rom di Torre Maura che venivano trasferiti dalla polizia mentre i fascisti facevano i saluti romani, un’immagine che ricordava vividamente la scena di Schindler’s List di Spielberg in cui una bambina ariana tira del fango a degli ebrei deportati urlando “andate via, giudei”.


Ora, Salvini ha proposto che i due bambini migranti della Sea Eye scendessero solo in compagnia delle madri e che i padri, invece, rimangano a bordo.


Siamo a questo, alla separazione delle famiglie. Famiglie che per miracolo sono riuscite ad arrivare unite in Italia, scampando al deserto, a Boko Haram, ai lager libici e al Mediterraneo che tanti ne ha soffocati. Famiglie tradizionali, per usare un termine ai leghisti tanto caro. Ma evidentemente, tradizionale vuol dire anche bianco, ariano e cattolico. E per Salvini, se le donne e i bambini possono scendere perché non rappresentano un pericolo, gli uomini devono rimanere a bordo. Come i barbari, che per primi uccidevano gli uomini e le donne le rendevano schiave. O come i nazisti, che separavano donne, uomini e bambini all’ingresso dei campi, mutilando famiglie e affetti.


Questa prepotente mancanza di rispetto per la vita umana è talmente disgustosa che è difficile trovare le parole. Ma la cosa che più fa infuriare è la cretineria, spiace dirlo ma è così, della maggioranza degli italiani che si è fatta abbindolare da questi burattinai da due soldi che sono al governo. È passato un anno e sono sicuro che andando a chiedere uno per uno, a tutti coloro che hanno messo la ‘X’ sul simbolo della Lega, cosa è cambiato nelle loro vite, se davvero loro vengono “prima” adesso che Salvini è al governo, risponderebbero con un confuso balbettio. Perché l’unica cosa cui davvero si è data precedenza, in questo paese, è l’odio. Un odio che è cresciuto a dismisura e che è suppurato nelle scene disgustose di Torre Maura: un segno dei tempi, un simbolo della rabbia che è l’unica cosa che in questo paese non è in recessione.