Torre Maura, le associazioni: "Temiamo che le famiglie vengano separate”

Associazione 21 Luglio: “La soluzione loro proposta sarebbe ospitalità temporanea di madri e minori in casa famiglia, mentre padri e figli maggiorenni in strada.

Torre Maura

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Sono 16 le persone che ieri hanno lasciato la struttura di via dei Codirossoni a Torre Maura. Ad accompagnare i rom fuori della palazzina, sotto la quale anche oggi si erano radunati alcuni cittadini, è stata la Sala operativa sociale del Comune di Roma con alcune vetture del Campidoglio. Ma stando alla informazioni di stampa alcune famiglie hanno rifiutato il trasferimento: il problema è la divisione delle famiglie.


“Le persone accolte, rimaste in 57 nella struttura di via dei Codirossoni, riferiscono che il Comune ha prospettato loro la soluzione dello smembramento delle famiglie - spiega l’associazione 21 Luglio in una nota -. Questo vuol dire che la soluzione loro proposta sarebbe ospitalità temporanea di madri e minori in casa famiglia, mentre padri e figli maggiorenni in strada. Esprimiamo forte preoccupazione per quanto sta accadendo e temiamo che questo sia l’ennesimo escamotage da parte del Comune di Roma già utilizzato in occasioni di sgomberi forzati per legittimare in maniera distorta il proprio operato”. Secondo la 21 Luglio “questa soluzione, assolutamente non identificabile come una proposta alloggiativa alternativa adeguata, potrebbe venire rifiutata dai nuclei familiari, i quali si ritroveranno in condizione di senza tetto e senza alcuna protezione da parte del Comune che li ha messi in strada”.


Intanto domani a Torre Maura si terrà la manifestazione ‘Non me sta bene che no’, dalle 10 in piazza delle Paradisee a Roma, organizzata insieme a Anpi, Cgil, Libera, Acli, Unione degli studenti, Rete della conoscenza e Rete degli studenti medi.