La Cgil: "Chi ha diritto a una casa vada nel palazzo occupato da CasaPound"

A Casalotti Casapound si è lanciata in una nuova protesta contro i rom, ma ha trovato anche un presidio degli antifascisti

Protesta a Casalotti

Protesta a Casalotti

globalist 10 aprile 2019
Casapound in questi giorni sta cavalcando tutti i focolai di protesta contro l'arrivo dei rom, a Torre Maura come a Casal Bruciato come adesso a Casalotti, un nuovo quartiere dove la sola possibilità dell'arrivo di alcune famiglie rom (mai confermata, peraltro) è bastata per portare in piazza la 'ribellione' di Casapound.
Ma anche gli antifascisti sono scesi in piazza: Renato Tassella, segretario organizzativo della Flc Cgil di Civitavecchia, Roma Nord e Viterbo, afferma infatti: "siamo qui per affermare il diritto democratico di vivere in pace, a prescindere dal colore pelle. Chi si comporta legalmente e vive onestamente ha diritto di vivere nel nostro Paese".
"Non è Casapound a dover decidere quali siano le politiche abitative e sociali a Roma - aggiunge Camilla Ancona, maestra elementare cresciuta in borgata - oltretutto esercitando un potere mafioso e sostituendosi ai poteri costituiti". "Casapound usa sempre lo slogan 'Portateli a casa vostra' - le fa eco ancora Tassella - noi abbiamo la soluzione: sgomberiamo il centralissimo palazzo di via Napoleone III occupato da anni dai militanti di destra e lì ospitiamo chi ha diritto ad una casa".