"E' colpa di chi ha fatto la legge!: l'Inps risponde alle troppe lamentele sul Reddito

Gli utenti-cittadini esprimono dissenso per essersi visti rigettata l'istanza o per aver ricevuto importi ritenuti non congrui

Reddito di cittadinanza

Reddito di cittadinanza

globalist 18 aprile 2019

Il reddito di cittadinanza inizia ad ingranare la marcia e, contestualmente, arrivano le prime lamentele da parte di chi ha presentato domanda per ottenere il beneficio. Nelle ultime ore, una delle pagine Facebook più cercate è "Inps per la Famiglia", dove i cittadini hanno espresso dissenso per essersi visti rigettata l'istanza o per aver ricevuto importi ritenuti non congrui.


Il social media manager della pagina ha dovuto rispondere a domande, proteste e, alla fine, la sua pazienza si è esaurita. Ad una utente che domandava come ottenere il pin per accedere al reddito, il moderatore ha risposto : "Basta chiederlo a Poste o a Inps. Oppure è troppo impegnata a farsi i selfie con le orecchie da coniglio?". Ma non è finita qui.


Le istanze presentate durante la prima fase sono state pressoché tutte elaborate e i circa 800mila richiedenti in questi giorni stanno ricevendo via mail o via sms l'esito della pratica: nel complesso sono state 487.677 le domande accettate.


Nonostante l'accettazione delle istanze, molti cittadini hanno avuto da ridire sulla consistenza economica del beneficio. Anche in quel caso, il social media manager ha controbattuto senza mandarle a dire. Qualcuno, lamentando "non esiste ricevere 40 euro al mese, è una vergogna", si è sentito rispondere: "Chiedete ai rappresentanti politici che fanno le leggi, non all'Inps che è chiamata ad applicarle".


Dopo le polemiche, la pagina "Inps per la Famiglia" ha voluto scusarsi con gli utenti, scrivendo: "In linea con quanto previsto dalla netiquette e dalla social media policy della pagina e in considerazione del grande interesse e impatto del reddito di cittadinanza e di altre misure a favore della famiglia, risponderemo solo a commenti inerenti agli aspetti tecnici delle prestazioni erogate da Inps. Cogliamo l'occasione per scusarci con quanti possano essersi sentiti toccati od offesi da alcune nostre risposte".