Da una parte la legalità, dall'altra la prevaricazione fascista: come può Di Maio non schierarsi?

La sindaca Raggi fa un gesto coraggioso che ribadisce il rispetto delle regole. Ma Giggino ha scelto di inseguire Salvini sul nuovo #primagliitaliani

La famiglia rom minacciata a Casal Bruciato

La famiglia rom minacciata a Casal Bruciato

globalist 9 maggio 2019
Lo aveva detto in mattinata e molti avevano sperato che si fosse trattato di una errata interpretazione o di una trascrizione parziale delle sue affermazioni.
E invece no. Giggino Ponzio Di Maio in Pilato lo ha detto davvero, tant’è che lo ha ripetuto in serata: “Penso che in questi casi non bisognerebbe schierarsi, ma usare il buon senso. La prima cosa di buon senso che mi viene in mente è rivedere delle leggi a livello Nazionale. Se c’è un italiano che aspetta una casa da 20 anni e ci sono dei cittadini stranieri che in 5 anni scavalcano quelli che ci sono da 20, è logico che poi succede un casino come quello che sta avvenendo lì”.
A parte l’evidente virata xenofoba (in linea con chi criminalizza le Ong) c'è da domandarsi: da una parte c’è la legalità dall’altra la prevaricazione fascista, le minacce, l’odio razziale, la violenza privata.
Come si può dire: non ci schieriamo? Con quale faccia l’improbabile capo grillino prende le distanze da una della poche cosa buone e coraggiose che ha fatto la sindaca Raggi quando è andata a riaffermare che la città non si arrende ai ricatti fascisti e che si rispettano le regole?
Come può Di Maio scegliere proprio i giorni dei ricatti e della violenza fascista per rispolverare il suo #primagliitaliani in salsa grillina?
Si presentavano come argine del fascismo e sono conniventi e complici con chi li ha sdoganati.