Gino Strada: "Non lasciamo le piazze ai fascistelli con il rosario in mano"

Il fondatore di Emergency: "L'odio sta minando i principi fondanti della nostra società. SI sta sdoganando tutto, dalla fascismo all'uso della violenza contro l'altro"

Gino Strada

Gino Strada

globalist 9 maggio 2019

“Quando ero ragazzo, da figlio di operai, vivevo in una famiglia in cui era considerato un disonore non rispettare gli impegni presi e non pagare in tempo le spese di casa. Oggi invece ci sono ministri che hanno rubato decine di milioni e nessuno dice niente”. 


Gino Strada, il medico che 25 anni fa ha fondato Emergency, parla a tutto tondo ad Avvenire e senza indugio prende posizione. Sia sul clima politico, sia sull’aria che si respira nella società civile.



“Quando Salvini apre bocca, gli si dovrebbe dire ‘restituisci i 49 milioni’, invece tutti si accodano al potente di turno. Per non parlare degli esponenti Cinque Stelle, i nuovi giganti del pensiero, e di quel che resta del Pd e della sinistra, che hanno dato per primi il cattivo esempio”.



Anche perché, secondo Strada, è stato proprio il centrosinistra a generare il clima d’odio che respiriamo in questi giorni:



“Per essere chiari: la criminalizzazione delle organizzazioni non governative è cominciata con i governi di centrosinistra. È stato Minniti a spianare la strada a Salvini. Però, di quest’ultimo anno, mi ha sorpreso la capacità tutta italiana di mandare al macero in pochissimo tempo i principi fondanti della nostra società”.



E questo ha portato a risultati per lui inattesi:



“Non mi aspettavo che si arrivasse a teorizzare il rifiuto dell’altro, a fare propaganda in modo becero soffiando sul fuoco dell’indifferenza totale ai bisogni”.



Strada è d’accordo con chi sostiene che sia una politica che si fonda sul rifiuto e sul disprezzo del più povero:



“Si sta sdoganando tutto: l’uso delle armi a scopo personale, la logica della violenza dell’uomo contro un altro uomo, persino le aberrazioni della tortura. Stiamo tornando indietro nel tempo”.



Indietro nel tempo verso un periodo ben preciso:



″È in atto lo sdoganamento del fascismo, non bisogna avere paura a dirlo. C’è il ritorno a pratiche di discriminazione e sopraffazione che non solo non vengono più condannate, ma che oggi vengono osannate in vario modo”.



Ma non tutto è nero:



“C’è molta voglia di una nuova resistenza nella società civile. [...] La vedo nel mondo laico e non solo. Mi trovo regolarmente d’accordo con le posizioni assunte da papa Francesco a favore degli ultimi. Mi chiedo perché non lo si ascolti mai abbastanza. Anche tra i cattolici, e perché non nasca da questa predicazione una mobilitazione di popolo, quasi che le piazze siano diventate il monopolio soltanto di qualche fascistello con il rosario in mano”.