In fuga dalle torture ottanta naufraghi rispediti dagli aguzzini in Libia

Dopo molte ore alla deriva in mare il barcone in difficoltà recuperato dalla Guardia costiera libica nella notte mentre gli altri paese avevano voltato le spalle

Migranti nel Mediterraneo

Migranti nel Mediterraneo

globalist 11 maggio 2019

L'aggiornamento è arrivato in piena notte ed è stato dato da Alarm Phone: "La Guardia Costiera ci ha appena informato che la barca è stata soccorsa dalla cosiddetta Guardia Costiera libica. Non abbiamo ulteriori conferme di questa notizia perché non ci forniscono alcun dettaglio. Dalle persone nessuna notizia. Denunciamo i respingimenti per delega nel #Mediterraneo Centrale."
Nessun morto ma altri ottanta disperati rimandati nelle mani dei torturatori in un paese in guerra.
La vicenda
Si rischia un’altra tragedia in quel deserto che è diventato il mare Mediterraneo dove chi soccorre i naufraghi viene considerato un criminale.



Del resto non solo le Ong o le navi militari, anche i mercantili sono state largamente scoraggiate a salvare i naufraghi, visto che rischiano di restare senza un porto sicuro con un grave danno economico per armatori e, in altri casi, pescatori.
Una nuova richiesta di soccorso nel Mediterraneo centrale da un'imbarcazione con 80 persone a bordo in pericolo di vita. 
L'allarme è stato rilanciato su Twitter dagli attivisti di AlarmPhone. Ci sono anche 10 donne e tra loro una si trova in travaglio: già dalle 16 è stata informata la Guardia costiera italiana.
Dopo ore di attesa AlarmPhone ha nuovamente denunciato: “Le 80 persone vedono navi commerciali nelle vicinanze che, pur essendo in dovere per legge, non intervengono. La situazione è critica, una persona è caduta di bordo. Disperate, le persone chiedono soccorso. Le autorità sono informate, perché non è stata lanciata un'operazione Sar?