Viaggio a Spin Time sulle tracce di Costituzione e Vangelo

Va detto che non è un palazzo occupato. "Qui non ci sono 400 occupanti, qui ci sono 400 abitanti. Italiani e nuovi italiani, gente che è in fila da anni per sperare in una casa popolare".

L'assemblea

L'assemblea

Onofrio Dispenza 14 maggio 2019
"Distribuzione di frutta e verdura il mercoledì mattina e il giovedì pomeriggio". "Aperte le iscrizioni ai corsi estivi per i bambini". Ghiotto palazzone di sette piani al centro del quartiere Esquilino, Spin Time si presenta così.
Non un palazzo occupato. "Qui non ci sono 400 occupanti, qui ci sono 400 abitanti. Italiani e nuovi italiani, gente che è in fila da anni per sperare in una casa popolare, studenti poveri che Spin Time ospita e che in cambio ci aiutano, seguendo i bambini nei compiti e in tant'altro. Senza tetto e nuovi italiani ai quali non è dato il minimo, quel che si può avere nella Palermo di Leoluca Orlando che si è assunto la responsabilità di dare a chi ne ha bisogno una residenza. Per non essere più fantasma…".
Voci di Spin Time, tra loro quella di una bella mamma dell'Associazione Genitori della scuola Di Donato, la scuola multietnica dell'Esquilino.
Con la sua bella intonazione napoletana, non scalfita dagli anni vissuti a Roma, ci racconta dei giorni senza luce ed acqua. Le famiglie dei bambini della Di Donato hanno aperto le loro case alle famiglie di Spin Time, messo a disposizione le loro lavatrici per il bucato, aperto la loro doccia a chi non poteva lavarsi, ricavato per loro uno spazio nel frigo di casa, per conservare quel che altrimenti sarebbe andato perduto, in attesa della luce.
Accanto a lei, Patrick, un ragazzone alto venuto dall'Africa. Ricorda la notte del miracolo, del cardinale elettricista mandato da papa Francesco quando la situazione a Spin Time era diventata insostenibile.
Lui è musulmano e nei giorni del Ramadan si è trovato senza acqua, indispensabile alla sua preghiera. "Ho visto tanta gente piangere per la felicità quando Konrad è risalito dal tombino ed è tornata la luce per tutti noi, per gli anziani, per i bambini", racconta Patrick. Sulla, parete di quella che un tempo fu la hall dell'Inpdap, panche in fila per l'assemblea affollatissima, sulla parete i pensieri dei cento bambini che abitano qui.
Pensieri da bambini nei giorni senza luce, quando la sera non si poteva studiare e leggere, quando mamma non poteva fare loro una cosa calda. O friggere le patatine. Bambini come tutti i bambini. "Sui social, tutti ad indignarsi per il gesto provocatorio e sovversivo dell'elemosiniere del Papa... Senza sapere, senza conoscerci, senza conoscere la nostra storia, quel che facciamo, dimenticando che, ancor prima dei sigilli, qui e in tanti altri luoghi di Roma e d'Italia, ad essere violato ogni giorno è l'articolo 2 della Costituzione".
Chi parla, apre un libretto e ce lo ricorda l'articolo 2, all'assemblea invocato dallo stesso vice presidente onorario della Corte Costituzionale, Paolo Maddalena:"La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale".
Diritti inviolabili come il tetto, come l'acqua, doveri inderogabili di solidarietà politica. Un tetto. A Roma non si costruiscono case popolari da un quarto di secolo. Tanta gente senza casa, tante case senza gente. A Roma come nel resto del Paese. Spin Time è anche riqualificazione del quartiere, ha dalla sua il quartiere intero, la parrocchia, lo stesso Municipio, il suo "mini sindaco", una donna.
Spin Time e il quartiere sono un tutt'uno. Progetti comuni, laboratori in sinergia, una sartoria, uno studio per il restauro delle opere d'arte, senza contare che il palazzo di via del Santo Crocifisso in Gerusalemme è spazio per una orchestra, la "Notturna Clandestina", che sperimenta nuove vie grazie anche al melange di culture. Ed ancora, Spin Time è teatro, qui si pensano e definiscono testi e spettacoli che entrano anche nei cartelloni del Teatro dell'Opera.
Nella musica e nel teatro, preziosissimo il contributo dei nuovi italiani. Questo luogo è cultura e creatività, riferimento di progetti comuni con tutte le università della capitale. Cultura che si offre, non si vende. A questo proposito, è Fabrizio, un operatore sociale che assiste i senza dimora del mondo a parte che è la non lontana stazione Termini ci dice:"Pensando alla luce staccata e riattaccata con un gesto sovversivo, mi vien da dire che siamo noi a dare "energia" al quartiere e alla città…". Sabato pomeriggio a Spin Time darà festa, spalancheranno le porte a chi vorrà vedere, conoscere, toccare con mano, sentire, incontrare, ascoltare. Chiunque potrà venire, portandosi appresso, se vorrà, anche i suoi dubbi. Qui, chi non è romano di Roma, ha un permesso di soggiorno. Gran parte di chi abita a Spin Time per avere un tetto sulla testa ha presentato domanda per una casa popolare. Di quanti dal 2013 han fatto domanda per una casa, solo due ci sono riusciti.
Eppure nel gioco di competenze tra Regione e Comune, nelle casse pubbliche giacciono 200 milioni. Gli abitanti di Spin Time ne parlano con Paolo Ciani, di Sant'Egidio e consigliere alla Regione. "La verità - è stato detto in assemblea - la verità è che a qualcuno fa gioco questo eterno clima di emergenza abitativa. Crescono le tensioni e nelle tensioni si infilano, soffiando sulla disperazione…".
Mantenere, seppure al minimo con la piccola e necessaria manutenzione, sette piani, più di 16mila metri quadrati di edificio, 400 persone delle quali 100 minori, è un impegno grandissimo. "E' stato detto di tutto, pure di un "pizzo" per avere qui un tetto...
La verità è che ci autofinanziamo con piccolissimi contributi che vanno in un fondo cassa sempre troppo magro. Poi, per fortuna, c'è la solidarietà di tanti. Per dare da mangiare, vestiti, scarpe…" Come Spin Time ci sono tanti altri edifici a Roma, ventidue. Su questo palazzone dell'Esquilino, buono solo per essere iscritto nei bilanci,e sul quale si era disegnata l'ombra pesante della speculazione di una banca d'affari, ora si sono accesi i riflettori. Su tanti altri continua l'indifferenza se non il fastidio. "Se non ci fossimo noi queste famiglie dove sarebbero? Questi palazzoni sarebbero solo spazi morti…", è la considerazione di una ragazza che fa volontariato. La notte di Roma che ha fatto scandalo ( quanto grande scandalo fecero le parole e le opere di Gesù...) è stato insieme richiamo ai principi della Costituzione e richiamo al Vangelo. "Ogni norma, ogni legge che suona contro la Costituzione - dice un giurista come Paolo Maddalena - va portata al giudizio dei magistrati, va cancellata. Giusto non rispettarle. La Costituzione è la legge primaria, fondamentale che deve essere riferimento obbligato di ogni norma. E l'articolo 2 è chiaro. Di questi tempi - incalza il vice presidente onorario della Corte Costituzionale - abbiamo assistito a troppe menzogne legislative.
"Prima gli italiani" è una bestemmia". Maddalena è indignato, divide l'indignazione con questa gente. "Konrad ha fatto la cosa giusta - dice un altro abitante di Spin Time - ha fatto quel che avrebbe dovuto fare la politica. Avevamo inutilmente bussato alla sua porta quando non avevamo acqua e luce, e non ci ha ascoltati…".
Il cardinale elettricista ha fatto un altro miracolo: Spin Time ora è sulle pagine dei maggiori giornali americani, sul Guardian, sono arrivate troupe televisive straniere, la polacca News Polsat. "Le bollette? Ci riconoscano e saremo pronti a pagarle, pure con gli arretrati se ci applicano una rateizzazione di 80 anni come è stato fatto per i soldi rubati dalla Lega... Facciano a Roma e in tutte le altre città quel che ha fatto il sindaco di Palermo, sia assicurata a tutti almeno una residenza". Uno degli ospiti mi indica il corridoio per trovare l'uscita, mi stringe la mano:"Ci vediamo sabato pomeriggio, faremo festa, vieni".
Ultime interviste. Parla la suora che è stata incaricata di portare due tessere onorarie di Spin Time in Vaticano. La prima per Francesco, la seconda per Konrad, il cardinale elettricista. Una ragazza al vetro del portone attacca un avviso. E' Diana, psicologa. Avvisa che la sua assistenza gratuita si potrà avere il martedì sera e il mercoledì pomeriggio. Aver vissuto nel disagio crea qualche disagio, soprattutto se alle spalle hai una storia pesante. E il suturo sarebbe ancor più pesante se ad aiutarti non ci fosse la solidarietà, vuoi nel nome della Costituzione, vuoi nel nome del Vangelo.