L'elemosiniere del Papa ha già sborsato oltre tre milioni per aiutare i poveri a pagare le bollette

L'intervento del cardinale Konrad Krajewski nello stabile occupato di Santa Croce in Gerusalemme è stato un gesto estremo. Dietro c'è una quotidiana assistenza agli ultimi

Papa Francesco e il cardinale Konrad Krajewski

Papa Francesco e il cardinale Konrad Krajewski

globalist 15 maggio 2019
Prima gli italiani? Prima gli essere umani. Italiani o di qualsiasi altre nazionalità: Così si scopre che l’elemosiniere del Papa, il cardinale Konrad Krajewski, solo lo scorso anno ha aiutato i poveri e le famiglie povere o in difficoltà sborsando circa tre milioni e mezzo di euro.
Soldi spesi per pagare bollette di luce, acqua, gas o tasse comunali.
Aiuti concreti, non chiacchiere.
Quindi quello dello stabile occupato di Santa Croce in Gerusalemme è stato un gesto estremo fatto da un cristiano (usiamo Las parola ‘cristiano’ tanto cara ai sovranisti solo per giustificare muri e esclusioni) in una situazione nella quale la mancanza di luce aveva gettato nella disperazione assoluta circa 500 persone.
Quindi oggi la destra che ogni tre parole dice #primagliitaliani e si mostra offesa e scandalizzata, evidentemente ha dimostrato che a loro l’unica cosa che interessa è alimentare guerre tra poveri e non aiutare i poveri. Perché loro sono di destra, altrimenti sarebbero di sinistra. La sinistra quella vera e non quella che insegue il liberismo.
Così mentre una piccola parte della chiesa storce il naso, solidarietà viene dai francescani di Assisi. Padre Enzo Fortunato, direttore della Sala stampa del Sacro Convento di Assisi, interpellato a margine della presentazione dell’evento voluto dal Papa che per marzo prossimo ha radunato nella cittadella umbra gli economisti di tutto il mondo, ha affermato: “Se è illegale aiutare bambini e persone che soffrono, ditemi che cosa è legale?”.
E ha ribadito: “Se è illegale quello che ha fatto Krajewski compiendo un gesto di umanità dettato dal cuore e da quanto dice il Vangelo, allora arrestateci tutti”.