La xenofobia va di moda ma il Papa non arretra: "Porti chiusi? E' triste..."

Francesco torna a parlare di migranti e pronette riforme nella Chiesa: "Il Vaticano è l'ultima monarchia assoluta in Europo, bisogna cambiare"

Papa Francesco e don Nandino Capovilla

Papa Francesco e don Nandino Capovilla

globalist 28 maggio 2019

No al razzismo e non alla xenofobia. Per quanto sia impopolare dirlo il Papa non arretra: "E' triste, vero?". Lo. Ha detto papa Francesco nell'intervista a Televisa reagendo a un riferimento sui "porti chiusi" alle navi che trasportano migranti.
E sul perché parli spesso dei migranti dice: "Perché è una priorità oggigiorno nel mondo (...) Il mondo migratorio è giunto a un punto tale, oggi, che ho preso nelle mie mani la sezione migranti del Dicastero dello Sviluppo Umano Integrale per darle un significato. Tutti i giorni veniamo a sapere che il Mediterraneo sta diventando sempre più un cimitero, solo per fare un esempio".
No alla Monarchia assoluta in Vaticano
"Lo Stato della Città del Vaticano come forma di governo, la Curia, quello che è, è l'ultima corte europea di una monarchia assoluta, l'ultima. Le altre sono ormai monarchie costituzionali. La corte si diluisce e qui ci sono ancora strutture di corte, che sono ciò che deve cadere".
Ha aggiunto il Papa: "E' una riforma che stiamo portando avanti - assicura il Pontefice - Per esempio il palazzo di Castel Gandolfo, che viene da un imperatore romano, restaurato nel Rinascimento, oggi non è più un palazzo pontificio, oggi è un museo. Quindi, il prossimo Papa se vorrà andare a passare l'estate lì, e ne ha diritto, ci sono due palazzi, può andare in uno di questi, è tenuto bene. Però questo è un museo. Si cambia... La corte si trasferiva tutta a Castel Gandolfo perché sono abitudini, costumi antichi che si possono riformare".
Afferma Francesco: "Il Papa deve andare in vacanza, ovviamente! Ebbene, Giovanni Paolo II andava a sciare. Benedetto andava a camminare in montagna, è giusto. Il Papa è una persona, una persona umana. Ma lo schema di corte deve sparire. E questo lo hanno chiesto tutti i cardinali... la maggior parte, grazie a Dio".



Pedofilia da punire seriamente
Infine parole sulla pedofila: “La Chiesa è madre ed essere madre è fare quello che lei fa con i suoi figli: li punisce perché continua a essere madre, non gli dice 'non sei più mio figlio'. La Chiesa deve punire, deve imporre pene serie, su questo siamo tutti d'accordo".


 


Il testo integrale dell'intervista pubblicato sull'Osservatore romano