Troppe critiche da genitori e studenti: preside di un liceo di Venezia si toglie la vita

Vittore Pecchini, preside del Marco Polo, si è tolto la vita dentro il suo camper.

Scuola, immagine d'archivio

Scuola, immagine d'archivio

globalist 28 maggio 2019

Vittore Pecchini, preside 57enne del liceo Marco Polo di Venezia, si è tolto la vita sabato 25 maggio 2019. Come riporta Venezia Today, il suo corpo è stato trovato nel suo camper al Lido di San Nicolò. L’uomo, dopo aver assunto dei farmaci, ha chiamato la compagna per dirle addio. 



I tentativi dei medici di salvarlo sono stati vani. Nelle ore successive si è diffusa la notizia della morte e solo più tardi è stata confermata l’ipotesi del suicidio: un gesto dovuto, probabilmente, a problemi sia di tipo personale che professionale.



Nelle scorse settimane Pecchini era stato oggetto di critiche legate alla sua dirigenza scolastica. La scorsa settimana era stato organizzato uno sciopero “contro il preside” previsto per il 28 maggio.



In queste ore gli amici di Pecchini si sono sfogati: “Vittore si è ucciso, e l’avete ucciso voi”. C’è rabbia per il modo in cui il preside è stato bersagliato: “Vi arrogate il diritto di accanirvi sulle vite degli altri, di distruggere l’integrità di una persona. Vi piace contestare, criticare, accusare, demolire, senza pensare alle conseguenze. Avete sulla coscienza quest’uomo”.



Un’amica ha ricordato con affetto il preside veneziano: 



“Era una persona eccezionale: un uomo colto, sensibile, illuminato e combattivo, dotato di grande energia. Un carro armato. Sapeva dialogare con i ragazzi e aveva tante idee originali che metteva in pratica a scuola”.



Pecchini era originario di Montecchio, in Emilia, ed era appassionato di filosofia (disciplina in cui si era laureato) e di barca a vela.



Aveva viaggiato molto, poi aveva deciso di fermarsi qui e aveva preso casa al Lido, perché vivere a Venezia era il suo sogno. Purtroppo ci sono state delle ombre, soprattutto nell’ultimo periodo: “Sentivo che era sofferente, stava passando un brutto periodo - racconta l’amica -. Lui ci rassicurava e noi gli abbiamo creduto, conoscendo la sua forza. Nessuno di noi si aspettava qualcosa del genere. Evidentemente era arrivato a un punto di esasperazione”.



Negli ultimi tempi sono state numerose le critiche mosse dal gruppo Contro l’accorpamento delle classi al Liceo Marco Polo nei confronti di Pecchini.



In particolare gli veniva rimproverata “mancanza di trasparenza”, “ipocrisia”, “inadeguatezza”, “gestione personalistica” della scuola. “I genitori sollevano il conflitto di interesse del dirigente”, si legge in uno dei post pubblicati. Ancora, si parla di “sciopero contro la gestione autocratica” del preside. E poi: “Il dirigente non solo non ha mostrato alcun interesse rispetto il confronto con insegnanti, studenti e genitori, ma ha mostrato uno spregio della democrazia che non lo rende in grado di dirigere questa scuola”.



In seguito alla notizia della morte, nel gruppo è stato pubblicato un messaggio per il dirigente scolastico: “Siamo toccati profondamente, proprio perché la contrapposizione pubblica non impedisce mai la solidarietà umana".