L'accusa di Amnesty: troppo odio contro i migranti

Secondo il rapporto annuale di Amnesty International, il 2018 è stato un anno "decisamente negativo" per quando riguarda la violazione dei diritti umani in Italia

Migranti

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globalist 29 maggio 2019
Ora che in qualche paese le elezioni hanno premiato xenofobi e razzisti le cose andranno ancora peggio: secondo il rapporto annuale di Amnesty International, il 2018 è stato un anno "decisamente negativo" per quando riguarda la violazione dei diritti umani, sopratutto in materia di migranti.
L'analisi del lavoro svolto è stata presentata a Genova da Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia e Francesca Bisiani, responsabile Liguria.
"Le politiche di contrasto all'immigrazione - spiega Noury - messe in atto principalmente dell'Italia attraverso accordi con la Libia, hanno prodotto una seria di violazione dei diritti umani, la più evidente delle quali la detenzione dei migranti all'interno dei centri libici. Migliaia di persone che versano in condizioni inaccettabili e che, a maggior ragione per il fatto che oggi che c'e' un conflitto in corso, andrebbero evacuate. L'Italia ha contribuito a questo, aggiungiamoci una serie di dichiarazioni, decreti, proposte di decreti che hanno inasprito i toni e le condizioni dei migranti sul territorio".
Amnesty International nel suo report analizza anche il linguaggio e i crimini d'odio. "Durante le elezioni politiche dello scorso anno - continua il portavoce - abbiamo analizzato la frequenza dei discorsi di odio. La cosa spaventosa è che nei profili dei candidati è emerso un uso del linguaggio d'odio riferito soprattutto in materia di immigrazione, attacchi contro le donne, omofobia, xenofobia, una situazione decisamente preoccupante. Senza contare poi le piazze negate per le manifestazioni o i balconi negati, dove sono stati tolti con l'uso della forza striscioni. Sembra essere tornati indietro di un secolo".